Sacha Jafri cammina sulla tela da record, “The Journey of Humanity”(AP Photo/Kamran Jebreili)
Siamo solo agli inizi, ma questo 2021 è già costellato di record straordinari. Dopo il Botticelli da $92,2 milioni, che si è posizionato al secondo posto degli Old Masters più costosi di sempre, e dopo la performance di Beeple, con il collage NFT da $69,3 milioni, è ora il turno di The Journey of Humanity, l’opera del pittore britannico Sacha Jafri che ha raggiunto $62 milioni in un’asta a Dubai. La particolarità? Le dimensioni, senza dubbio.
Si tratta di un dipinto di oltre 1500 metri quadrati, che già lo scorso autunno aveva strappato il Guinness World Record per la sua grandezza senza eguali – 4 campi da basket NBA messi insieme, per intenderci. Era stato progettato per essere diviso in 70 parti da vendere singolarmente, e Jafri sperava di ottenere 30 milioni per aiutare i bambini in difficoltà. Come spesso accade, però, la realtà ha superato le aspettative: Andre Abdoune, CEO di Altius Gestion International Holding, non ha voluto saperne di condividere l’opera con altri collezionisti e ha pagato la cifra di 62 milioni per portarlo a casa tutto intero, sbaragliando la concorrenza.
«Il dipinto era molto potente quando l’ho visto e, per me, sarebbe stato un errore separare i pezzi», ha dichiarato Abdoune ad Agence France Presse. E ha aggiunto: «Vengo da una famiglia povera e so come ci si sente a non mangiare niente». Il ricavato dell’asta, come da intenzione dell’artista, sarà devoluto tra UNICEF, UNESCO, The Global Gift Foundation e Dubai Cares.
È un traguardo. Nessuna opera, ad oggi, aveva mai raggiunto simili dimensioni, con quella superficie immensa che si trasforma in un mare di pennellate astratte, ingarbugliate, coloratissime, unite ai disegni realizzati da bambini di oltre 140 Paesi. Sacha Jafri ha dipinto per 20 ore al giorno e per 7 mesi per realizzarla, ha usato 1065 pennelli e 6.300 litri di vernice.
Così, con queste premesse da record, The Journey of Humanity ha sfidato i big viventi, la schiera degli artisti blue chip ultra blasonati, superando senza indugio nomi come Gerhard Richter (record: Abstraktes Bild-599, £30,4 milioni) ed Ed Ruscha (record: Hurting the Word Radio #2, $52,4 milioni) sulla piramide delle aggiudicazioni. Non scalza invece per “pochi” milioni il risultato eccezionale di Beeple (Everydays: the first 5000 days, $69,3 milioni), ancora al sicuro sul podio insieme a Jeff Koons (record: Rabbit, $91 milioni) e David Hockney (record: Pool with Two Figures, $90,3 milioni).
«Ho chiesto ai bambini del mondo di inviare le loro opere d’arte – come si sentono ora, le loro emozioni», dichiarava l’artista alla CNN già nel 2020, in piena pandemia. «Noi adulti stiamo trovando complicato questo periodo. Abbiamo attraversato mesi molto difficili, molto confusi, molto frustranti e abbastanza spaventosi. Ma immaginiamo come si sente un bambino di 4 anni. […] Ero bloccato a Dubai e volevo creare qualcosa di toccante, qualcosa che avesse un significato. Qualcosa che potesse fare una grande differenza».
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