Sotheby’s mette in vendita Kauernder Weiblicher Akt (Nudo femminile accovacciato), un’opera di Egon Schiele datata 1917. Gouache, acquarello e matita su carta, un corpo tormentato, le mani nodose, i tratti del volto appuntiti; quell’anno – osserva l’art dealer Jane Kallir – «la linea dell’artista aveva acquisito un grado di perfezione senza precedenti». Ma la bellezza formale del lavoro, stavolta, trova un degno rivale nella storia della sua provenienza: prima del 1938, Kauernder Weiblicher Akt apparteneva alla collezione di Heinrich Rieger, rinomato medico austriaco che cadde vittima dell’Olocausto. Nel 2021, oltre ottant’anni dopo, il Museum Ludwig di Colonia lo ha restituito ai suoi eredi.
Dentista, austriaco, ebreo, Heinrich Rieger era famoso per accettare opere di artisti squattrinati in cambio dei suoi servizi. A poco a poco, la sua piccola raccolta divenne una vera e propria collezione, arricchita da scambi e personali acquisizioni: Oskar Kokoschka, Liebermann, Faistauer, Stuck. Il suo protetto, però, era senz’altro Egon Schiele; possedeva 12 dei suoi oli e tra le 120 e le 150 opere su carta, esponeva le sue opere un po’ ovunque – tra lo studio dentistico, l’appartamento in Mariahilfer Strasse e la casa di campagna a Gablitz – e non mancava di prestarle ai musei di tutta Europa, quando se ne presentava l’occasione. Insomma, un mecenate a tutto tondo, e forse è proprio lui l’uomo barbuto ritratto in un lavoro del 1917. Ma questa storia, per anni, non ha avuto un lieto fine.
Rieger cadde vittima dell’Olocausto nel 1938. Prima gli fu vietato esercitare la sua professione, poi si trovò costretto a vendere gli arredi e la collezione accumulati con tanta cura. Morì a Theresienstadt, nel 1942, mentre sua moglie, Berta, fu assassinata all’arrivo ad Auschwitz. Da allora la loro collezione è andata dispersa – e della stessa Kauernder Weiblicher Akt non abbiamo notizie per oltre 20 anni. Nel 1965 la ritroviamo sul mercato, messa in vendita dalla famiglia di Walter Geyerhahn, a Rio de Janeiro; la acquistò la fotografa Marianne Feilchenfeldt, a Zurigo, per poi passare al Wallraf-Richartz Museum di Colonia, che la acquisì nel luglio 1966. Il penultimo proprietario – così recita il catalogo – è stato il Museum Ludwig di Colonia, che lo ha restituito agli eredi di Rieger il mese scorso. Il 12 maggio, Sotheby’s lo metterà in vendita con una stima di $2,5 milioni – 3,5 milioni. Una parte del ricavato andrà al Postgraduate Center for Mental Heath di Manhattan, un’organizzazione sostenuta dal figlio di Heinrich Rieger.
Qualche dettaglio sull’opera. «Nel presente lotto», spiegano gli esperti della casa d’aste, «Schiele combina una resa più morbida della figura con le risonanze provocatorie ed erotiche che avevano creato la sua reputazione: la modella non è né conflittuale né predatrice, eppure c’è ancora qualcosa di animalesco nel suo sguardo, come se stesse considerando l’azione». L’identità della giovane ritratta? Difficile dirlo con certezza, ma senz’altro una delle sorelle Adele ed Edith Harms. Lo stesso soggetto di Sitzende frau mit violetten strumpfen (1917), insomma, andato all’asta da Sotheby’s Londra, nel febbraio 2010, per $ 7,8 milioni; e ancora dell’iconico Sitzende Frau mit hochgezogenem Knie (1917), esposto alla Národní Galerie di Praga. Appuntamnto al 12 maggio, alla Impressionist & Modern Art Evening Sale di New York, per scoprire la sorte dell’opera di Heinrich Rieger.
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