René Magritte, L'impero delle luci, 1961. Courtesy Sotheby's
È stato esposto in tutto il mondo, da Roma a Parigi, da Seoul a San Francisco, fino a un prestito a lungo termine al Musée Magritte di Bruxelles, dal 2009 al 2020. Ora la notizia: L’impero delle luci va all’asta da Sotheby’s, protagonista superstar della vendita londinese del prossimo 2 marzo. La stima? Secondo gli esperti, oltre $ 60 milioni.
«Si tratta di un capolavoro dell’arte del XX secolo», spiega Helena Newman, Chairman of Sotheby’s Europe and Worldwide Head of Impressionist & Modern Art, «L’impero delle luci riunisce due elementi fondamentali della vita quotidiana – il giorno e la notte – su una tela paradossale. Con la sua scala impressionante, il dipinto cinematografico attira lo spettatore nel mondo senza tempo di Magritte. La sua immediatezza e la sua potenza racchiudono tutta quella “qualità da star” che pone Magritte nel pantheon degli artisti più ricercati del mercato».
Realizzata nel 1961 per la baronessa Anne-Marie Gillion Crowet – figlia del mecenate belga Pierre Crowet – e tramandata, da allora, nella collezione di famiglia, la tela è senza dubbio tra le più iconiche, riconosciute e celebrate del repertorio di Magritte. Un soggetto piuttosto caro al surrealista, in effetti, ripreso e reimmaginato più volte a partire dal 1948. «La serie fu un successo immediato sia per il pubblico che per i collezionisti», aggiungono gli esperti della maison, «con la prima versione acquistata da Nelson Rockefeller ed esemplari conservati nella Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, al Museum of Modern Art di New York, nella Menil Collection di Houston e al Royal Museums of Fine Arts di Bruxelles».
Nel 2017, il primo Empire des lumières ad olio della serie ha trovato casa, da Christie’s, per $ 20,6 milioni. Ora l’esemplare di Sotheby’s, con i suoi 114,5 x 146 cm, è pronto a illuminare un’altra vendita sensazionale. E a segnare un nuovo record per l’artista, pare.
Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…
A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…
Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…
Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…
La giuria della Biennale Arte 2026 ha annunciato che non prenderà in considerazione i Padiglioni della Russia e di Israele…
Caro Alberto è il progetto collettivo che riattiva il metodo di Garutti: dopo le tappe a Roma e Recanati, le…