Gaetano Pesce, Tre lampade modello canovacci. Struttura in bronzo, paralume in vetro. Produzione Venini, Murano, 1975 circa. Bianco cm H70xL41xP12, arancio cm H60xL41xP13, blu cm H67xL41xP14. Stima 25.000/35.000
Come da tradizione, la casa d’aste Pandolfini inaugura il 2025 con il format Spotlight Design, una vendita interamente dedicata a pezzi da collezione firmati dai grandi nomi italiani e internazionali del design. L’appuntamento è a Firenze, il 29 gennaio, e il catalogo è ricco di lotti di ogni sorta e per ogni gusto: il letto Elledue di Ettore Sottsass del 1970, realizzato per Poltronova, ad esempio, sarà proposto con una stima di € 40.000-60.000; mentre una poltrona del 1947 di Gio Ponti, rivestita in tessuto nei toni del verde, accenderà le offerte con una valutazione di € 25.000-35.000.
Sono tanti i protagonisti dell’asta fiorentina, come il caso di Gaetano Pesce e ben due gruppi di tre lampade da parete della serie Canovacci, in vetro, stimati ciascuno € 25.000-35.000. Presente anche Urano Palma, con un grande tavolo-scultura lavorato a mano (€ 10.000-15.000), così come Nerone Ceccarelli, che presenzia con il suo pannello scultoreo con dettagli in metallo, un pezzo unico valutato € 10.000-15.000.
Tra i lotti da segnalare, troviamo senza dubbio Lapo Binazzi: il suo mobile-cassa con ruote e neon a forma di robot è stato creato per l’allestimento del negozio di illuminazione ‘Luce 3’ a Firenze tra il 1985 e il 1986, spiegano da Pandolfini. «Un esemplare unico, dalla composizione essenziale e schematica, di cui eppure colpisce la capacità espressiva e la forza vitale». Stima € 8000-10.000.
Non mancano poi esemplari legati all’illuminazione più elegante, con le proposte di Angelo Lelii, di cui in catalogo di distinguono la lampada da terra con struttura in ottone e base in marmo (€ 8.000 / 10.000), la lampada da terra modello 12628 Siluro con paralume nei toni del bianco e del giallo (€ 6.000-8.000) e il lampadario Mod. 12738 con paralume in vetro e struttura in metallo (€ 4.000- 6.000). Per finire, la casa d’aste offre un’interessante cernita dedicata al razionalismo italiano e punta sull’iconica collaborazione tra il designer e architetto Gabriele Mucchi e il produttore Emilio Pino: la sedia modello S.5, emblema di semplicità e funzionalità.
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