Genova, 15 marzo 2022. Riflettori puntati sugli Old Masters di Wannenes, con un catalogo che spazia dalle scene di genere alle immancabili nature morte, da capolavori quattrocenteschi a tecniche rare.
Iniziamo da un’opera di Giacomo Francesco Cipper, detto Il Todeschini, con quell’attenzione singolare alla vita degli umili, agli oggetti di uso quotidiano. «È indubbio quanto sia rilevante il ritrovamento di un’opera firmata di Giacomo Francesco Cipper», rivelano gli esperti della maison, «il cui catalogo è spesso corrotto da innumerevoli opere di seguaci e imitatori, spesso di buon livello qualitativo ma distanti per qualità e forza espressiva». La stima di questa rarità? Una cifra compresa tra € 20.000 e 30.000.
È stato catalogato come Francesco Granacci, ancora come cerchia di Filippino Lippi. Il tondo raffigurante una Madonna con Bambino, San Giuseppe e San Giovannino è all’asta da Wannenes, oggi, sotto il nome di “Pittore Fiorentino del XV e XVI secolo” ed è transitato dalla collezione di Donnel Post, alla Galleria Agnew and Son, a Londra, fino a passare a una collezione italiana privata – dove è rimasta fino al tempo presente. Un altro pronostico a sei cifre: la stima, qui, è di € 30.000 – 50.000.
Si passa così a una tempera quattrocentesca di grandi dimensioni, un capolavoro di Andrea di Giusto: la Madonna con il Bambino, San Luigi di Francia e San Nicola di Bari sfilano sulla tavola alla maniera dei grandi maestri del passato, con echi che rimandano alla pittura senza tempo di Beato Angelico, Masaccio, Bicci di Lorenzo. La valutazione: stavolta, € 40.000 – 60.000.
Una delle migliori creazioni di Giovanni Raffaele Badaracco, a detta degli esperti. Dichiarata di straordinario interesse storico e artistico e notificata, non a caso. L’Allegoria della Pittura è una vera dimostrazione del talento dell’autore, con tanto di autoritratto che ne testimonia, unico, le fattezze. Proposta del catalogo: € 30.000 – 50.000. Collezionisti italiani, siete avvisati.
Ultima tappa della nostra rassegna, una coppia di nature morte firmate e datate 1784, ad opera di Giuseppe Artioli da Cento. La particolarità? La pittura a encausto, ottenuta mescolando il pigmento con la cera d’api – un procedimento in uso anche nelle pitture murali di Ercolano. «Una importantissima testimonianza», concludono dalla casa d’aste, «non solo del pittore, la cui produzione è ancora poco nota e indagata ma anche della rinascita di questa forma d’arte». € 5.000-8.000 è il prezzo da pagare per aggiudicarsele in collezione.
Ma non finisce qui, perché una terza tornata di Wannenes sarà dedicata ai Dipinti del XIX secolo, con un campionario di opere italiane e internazionali che spaziano dalla pittura veneta a quella napoletana. Solo qualche nome, per rendere l’idea: Telemaco Signorini, Jean Bernard Eschemann, Guglielmo Ciardi, Emile August Hublin. Appuntamento a martedì 15 marzo, a Genova, a partire dalle h 10:30.
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