© Dorotheum
È record per l’arte rinascimentale italiana. Una coppia di piccoli dipinti del Perugino – nel dettaglio: Cristo incoronato di spine e la Vergine – ha rubato la scena fuori dai confini, nella sede viennese di Dorotheum. Datati intorno al 1490, i due oli formavano in origine un dittico facilmente trasportabile, da utilizzare come pala d’altare ad uso domestico, privato, e sono stati esposti anche nelle sale del Musée Jacquemart-André di Parigi tra il 2014 e il 2015, tra i protagonisti della mostra Le Pérugin, Maître de Raphaël. Il risultato finale? € 842.800.
Sguardo ravvicinato al lotto da record. Secondo gli esperti della maison, «i due pannelli possono essere paragonati alle opere realizzate da Perugino durante o subito dopo il suo periodo veneziano». Nello specifico: «La rappresentazione di Cristo incoronato di spine nel presente dittico», si legge sul catalogo di Dorotheum, «sembra essere correlata alle opere di Antonello da Messina, che ebbe un’influenza notevole nella produzione della pittura veneziana di fine XV secolo. Mancini paragona il trattamento dei capelli nel Cristo attuale al Cristo morto sorretto da un angelo di Antonello al Prado di Madrid (n. inv. P003092, vedi letteratura). Questa influenza è evidente anche nello sfondo nero bitume intenso, simile a quello del Cristo benedicente di Antonello alla National Gallery di Londra (n. inv. NG673)».
A proposito della Vergine, invece: «Può essere paragonata alla Maddalena del Perugino a Palazzo Pitti a Firenze (circa 1495, n. inv. Palatina 42) che mostra tratti del viso simili con occhi semichiusi, sopracciglia sottili e arcuate e guance rosate. Entrambe le figure sono modellate con le stesse ombre morbide attorno a naso, mento e labbra, come si può paragonare alla figura femminile all’estrema destra dello Sposalizio della Vergine al Musée des Beaux-Arts di Caen (datato tra il 1502 e il 1503, n. inv. 171)».
Non solo il – doppio – Perugino da record, sotto il martello di Dorotheum. Tra gli old masters che hanno animato la sala di Vienna, anche una Madonna col Bambino di Artemisia Gentileschi (€ 565.000) e un’altra Madonna con Bambino, stavolta di Peter Paul Rubens, un disegno a sanguigna assegnato per € 156.000.
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