Il Ministero della Cultura si riorganizza in quattro nuovi dipartimenti: chi sono i direttori chiamati a guidarli

di - 3 Luglio 2024

In questi primi giorni d’estate inizia a delinearsi sul campo la Riforma del MIC – Ministero della Cultura propugnata da Gennaro Sangiuliano. Dal 18 maggio è entrato in vigore il regolamento di riorganizzazione, che prevede, in particolare, la soppressione del Segretariato Generale e un’articolazione in quattro Dipartimenti, i cui dirigenti sono stati nominati direttamente dal Ministro (ne scrivevamo qui): DIAG – Dipartimento per l’amministrazione generale con funzioni trasversali, DIT – Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale e del Paesaggio, DIVA – Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, DIAC – Dipartimento per le attività culturali. Ogni dipartimento coordina direttamente uffici di livello dirigenziale generale.

Come già si vociferava, si tratta di nomine tecniche più che politiche, con figure di lungo corso nell’ambito del Ministero. Alla guida dell’ambitissimo DIVA è stata dunque scelta Alfonsina Russo, nominata nel 2017 dall’allora ministro Dario Franceschini alla guida del Parco Archeologico del Colosseo. Leccese, dirigente archeologa, negli ultimi anni la sua attività si è incentrata in particolare sull’Archeologia preventiva, sulla valorizzazione territoriale, sull’allestimento museale, impegnandosi sia nella salvaguardia del patrimonio archeologico, con azioni contro l’abusivismo edilizio e scavi clandestini, sia nell’attività di valorizzazione.

Al DIAG va invece Paolo D’Angeli, classe ’67, originario di Roma, già Dirigente alla Direzione Generale Bilancio. Al DIT è stato nominato Luigi La Rocca, nato a Napoli nel 1967, già direttore Generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio, con funzioni di direzione della Soprintendenza Speciale per il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Al DIAC si insedia invece Mario Turetta, nato ad Alpignano, provincia di Torino, nel 1958, nominato nell’aprile 2023 Segretario Generale (ma il ruolo è stato soprresso dalla Riforma Sangiuliano) e, tra l’altro, Direttore del Consorzio delle Residenze Reali dal 2014 al 2019.

Se le nomine sembrano dunque accontentare trasversalmente le anime politiche, fanno invece discutere gli assenti, come Massimo Osanna, Direttore Generale Musei e già direttore del Parco Archeologico di Pompei, e come Eike Schmidt che, dopo aver perso al ballottaggio le elezioni a sindaco di Firenze, dove aveva diretto le Gallerie degli Uffizi, è tornato al Museo di Capodimonte di Napoli. Ma il lavoro per le nomine non si ferma: rimangono infatti ancora in attesa di bando alcuni siti di primissimo piano, come il MANN – Museo Archeologico di Napoli, che è diventato un Museo di Prima Fascia e dove dunque potrà ricandidarsi Paolo Giulierini, e i Musei Reali di Torino, oltre al nuovo super museo di prima fascia che nascerà dall’accorpamento della Galleria dell’Accademia e dei cinque musei del Bargello.

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