Questo nuovissimo governo vede un doppio ritorno. Dario Franceschini è stato appena nominato ministro del MIBAC dal premier Giuseppe Conte, come avevamo paventato qualche settimana fa, quando i tempi non erano ancora poi così sospetti. Per Franceschini, anche un nuovo ruolo: sarà infatti Capodelegazione dei ministri del Partito Democratico, per favorire il dialogo con la corrispondente delegazione dei ministri del Movimento 5 Stelle, guidata da Luigi Di Maio, il quale, a sua volta, è andato al Ministero degli Esteri.
Tra gli uomini chiave delle trattative tra PD e M5S, per un certo periodo si vociferava di una sua candidatura alla posizione di Vicepremier ma, evidentemente, ha prevalso la decisione di riallacciarsi direttamente alla precedente gestione del dicastero, superando quella di Alberto Bonisoli che, a questo punto, sarà ricordata come una parentesi di 14 mesi. Sarà infatti tutto da vedere come resisterà, alla prova della nuova composizione del collegio, la riforma del Ministero del Beni Culturali che, approvata appena alcune settimane fa, aveva suscitato diverse perplessità, provenienti soprattutto dall’area renziana del PD. Una scelta che sembra avere un certo retrogusto di rivincita, visto che il mandato di Bonisoli era sempre stato contraddistinto da un certo “dualismo di contrasto”, nei confronti del predecessore e del suo indirizzo.
Ma ad attendere al varco il nuovo ministro Dario Franceschini – oltre ai Poli Museali, che nella Riforma Bonisoli cambiavano nome in Reti Territoriali Museali e che adesso rimangono in attesa di nuove disposizioni – anche il piano di assunzioni già annunciato, i concorsi pubblici che dovrebbero svolgersi a breve e il ddl sui Reati contro il patrimonio culturale e le deleghe sul Codice dello Spettacolo, provvedimenti che Franceschini aveva già approvato nel suo mandato. Dario Franceschini riprenderà così il suo incarico al MIBAC ma c’è anche un altro ritorno molto significativo: il Turismo, passato al ministro delle Politiche Agricole, prima retto dal leghista Gianmarco Centinaio e attualmente affidato a Teresa Bellanova, altra figura in area renziana. Attenzione a non sbagliare, quindi, perché da oggi si torna alla dicitura MIBACT, che tanto caratterizzò l’indirizzo del precedente mandato.
Nato il 19 ottobre 1958 a Ferrara, Franceschini è un personaggio di lungo corso nella politica italiana. Da consigliere comunale di Ferrara, nel 1980, ad Assessore alla Cultura e al Turismo, nella stessa città, nel 1994.
Dal 22 dicembre 1999 all’11 giugno 2001, è stato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi D’Alema II, Amato II. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, è stato Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell’attività di governo nel governo Letta, infine dal 22 febbraio 2014al 1º giugno 2018 Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo prima nel governo Renzi e poi riconfermato in carica nel governo Gentiloni.
È stato vicesegretario e segretario nazionale del Partito Democratico, primo presidente del gruppo dell’Ulivo alla Camera dei deputati dal 2006 al 2008 e successivamente presidente del gruppo del PD dal 17 novembre 2009 al 19 marzo 2013. Dal 22 febbraio 2014 al primo giugno 2018, la carica di Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, prima nel governo Renzi e poi in quello Gentiloni.
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