Massimo Osanna è il nuovo Direttore Generale dei Musei. Sostuisce Antonio Lampis

di - 4 Luglio 2020

Massimo Osanna è stato nominato da Dario Franceschini nuovo Direttore Generale dei musei dello Stato. Già direttore del Parco Archeologico di Pompei, andrà a sostituire Antonio Lampis nel delicato incarico alla direzione generale afferente al ministero dei beni culturali. Osanna, che prenderà servizio ufficialmente alla Direzione generale Musei del Mibact il primo di settembre 2020, dovrà coordinare le politiche di gestione, fruizione e comunicazione dei musei statali, garantendo lo sviluppo del sistema museale e un’offerta culturale accessibile e di qualità.

“Un incarico prestigioso con una forte proiezione internazionale”, ha sottolineato Franceschini, ringraziando l’uscente Antonio Lampis, “per l’impegno e la professionalità dimostrata in questi anni”. “Massimo Osanna ha cambiato il volto di Pompei che, grazie al suo lavoro, è diventato un modello gestionale e un punto di riferimento internazionale: una storia di riscatto che ci rende orgogliosi. L’esperienza e la professionalità di Osanna serviranno adesso a rinnovare l’intero sistema museale nazionale e a traghettarlo nel futuro”, ha aggiunto Franceschini che, nel corso del suo mandato, spesso è stato in visita nell’importante Parco Archeologico.

“Il nuovo direttore del Parco archeologico di Pompei verrà scelto con la procedura internazionale di selezione che dal 2014 ha consentito di scegliere i migliori, esclusivamente in base al curriculum, in Italia e nel mondo, per le direzioni dei più grandi musei e parchi archeologici italiani”, ha anticipato Franceschini.

La biografia di Massimo Osanna, dall’archeologia alla Direzione Generale Musei

Massimo Osanna, nato a Venosa, nel 1963, è docente ordinario di archeologia classica all’Università degli Studi di Napoli Federico II federico II di Napoli. Ha insegnato nell’Università della Basilicata, a Matera, dove ha diretto la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, ed è stato visiting professor in prestigiosi atenei europei. Feconda anche la sua attività “sul campo”, avendo promosso diverse campagne di scavo e ricerche in Italia meridionale, Grecia, Francia.

Dal 2014 al 2015 ha diretto la Soprintendenza Speciale di Pompei e, dal 2016, è stato direttore generale del Parco Archeologico, ottendendo anche la riconferma per un altro mandato, nel 2019. Sotto la sua direzione, Pompei si è riconfermato come uno dei siti culturali più visitati d’Italia, precisamente il terzo, dopo il Colosseo e le Gallerie degli Uffizi, con circa 4 milioni di presenze nel 2019. Numerose poi le aree riaperte e le scoperte – come la splendida pittura murale di Narciso – nell’ambito del Grande Progetto Pompei, volto alla tutela e alla valorizzazione del sito, attraverso un programma di interventi conservativi e di prevenzione, manutenzione e restauro. Da sottolineare, inoltre, i numerosi progetti di collaborazione con le altre istituzioni culturali della Campania, con mostre organizzate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, senza dimentare il dialogo con l’arte contemporanea, come nel caso della mostra “Materia Archeologica” al Museo Madre.

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