Una soprintendenza speciale e quattro siti autonomi: le mosse del MIC per il PNRR

di - 25 Giugno 2021

Una soprintendenza speciale per seguire il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e quattro nuovi istituti autonomi: il Museo dell’Arte digitale, il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, il Parco Archeologico di Sepino, la Pinacoteca Nazionale di Siena. Questi in sintesi i provvedimenti per la riorganizzazione del MIC – Ministero della Cultura, approvati dal Consiglio dei Ministri e presentati al Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici e alle organizzazioni sindacali. «Un altro passo importante per la riforma del sistema museale nazionale e per l’organizzazione del ministero, che si ristruttura per poter vincere la sfida del recovery», ha commentato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini.

L’Osservatorio e la Soprintendenza Speciale per il PNRR

Nello stesso ambito, sarà istituito anche l’Osservatorio per la parità di Genere, che avrà il compito di promuovere questa istanza tra le varie diramazioni del Ministero. «L’amministrazione della Cultura si prepara così a raccogliere le sfide del futuro, a cominciare dalla documentazione e promozione delle nuove espressioni artistiche e dall’impegno per assicurare la massima celerità alla realizzazione delle opere del Recovery plan, garantendo il pieno rispetto del dettato costituzionale riguardo la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale», ha continuato Franceschini.

La Soprintendenza speciale per il PNRR sarà chiamata a svolgere le funzioni di tutela dei beni culturali e paesaggistici interessati dagli interventi del Recovery plan sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale in sede statale o che rientrino nel territorio di almeno due uffici periferici del Ministero. Il direttore ad interim sarà il Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del MiC, Federica Galloni. Nel frattempo il Ministero ha aperto un interpello l’individuazione del Responsabile Unico del Procedimento.

Salgono quindi a 43 gli Istituti Autonomi, formalizzati dalla Riforma del 2014 promossa proprio da Franceschini, allora al suo primo mandato. Una rifunzionalizzazione della struttura ministeriale che, in un senso o nell’altro, tra luci e ombre, ha impresso una svolta nella concezione e nella burocrazia riferite all’amministrazione pubblica dei Beni Culturali. Da un lato, i numeri dei biglietti staccati: dai 41 milioni di visitatori nel periodo precedente alla riforma, ai quasi 55 milioni del 2019, ultimo anno prima della pandemia, con una crescita del 34% in sei anni. E, di conseguenza, gli incassi, nello stesso periodo aumentati di quasi l’80%, passando da 135,5 a 242,4 milioni di euro. D’altra parte, l’idea che un bene culturale, un museo o un sito archeologico, possano essere in qualche modo equiparabili a una impresa, con le sue necessità di produrre introiti anche a discapito della conservazione, rendendo preponderante il controverso concetto della “valorizzazione”, ha fatto storcere il naso a molti. La questione non è solo teorica ma ha una ricaduta diretta nella gestione burocratica dei siti storici, culturali e paesaggistici, avendo creato, per esempio, una sorta di dicotomia tra le Soprintendenze – nelle quali sono accorpati diversi musei il cui “impatto numerico” è di minore rilevanza – e gli Istituti Autonomi, grossi accentratori dei flussi turistici ed economici.

I quattro istituti autonomi

I direttori dei nuovi quattro istituti autonomi saranno selezionati con un bando internazionale che sarĂ  pubblicato sul sito del ministero nelle prossime settimane.

Il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia comprende tre siti: la necropoli della Banditaccia, la più estesa dell’area mediterranea, iscritta nel 2004 dall’Unesco nella lista del patrimonio dell’umanità; il Museo archeologico nazionale di Tarquinia, che ha sede nell’antico Palazzo Vitelleschi e conserva tra l’altro il celebre altorilievo dei cavalli alati provenienti dagli scavi dell’Ara della Regina; la necropoli di Monterozzi, siti che complessivamente hanno registrato oltre 153mila visitatori nel 2019.

Il Parco Archeologico di Sepino comprenderà l’omonima area archeologica, con i resti dell’antica città romana sorta nella valle del Tammaro, e il museo della città e del territorio, siti che complessivamente nel 2019 hanno visto oltre 27mila visitatori.

La Pinacoteca Nazionale di Siena, collocata nel signorile Palazzo Buonsignori e Brigidi, ospita la piĂą importante collezione di dipinti su tavola a fondo oro del Trecento e Quattrocento senese, con capolavori di Duccio di Buoninsegna, Simone Martino, Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Nel 2019 il museo ha avuto quasi 10mila visitatori.

Il Museo dell’Arte Digitale sarà dedicato alla produzione e presentazione di contenuti digitali, «Svolgendo un ruolo strategico nelle scenario culturale contemporaneo, sempre più digitalizzato, connesso e globalizzato, in cui la stessa nozione di opera e di pubblico va inevitabilmente evolvendo», spiegano dal Ministero.

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