Dall’iniziale scelta di non utilizzare mezzi pittorici convenzionali nel 1965, Daniel Buren (Boulogne-Billancourt, 1938), prosegue la ricerca sullo spazio e il suo contesto. Nelle mostre agli inizi della sua carriera a Parigi con Mosset, Parmentier e Toroni (BMPT) lo spettacolo diventava parte integrante del lavoro, si instaurava una dialettica con il contesto. Erano gli anni del concettualismo (‘60-‘70), quando la ricerca era rivolta prevalentemente alla progettazione, al processo mentale più che sul fare artistico.
Buren prosegue questa riflessione fino ad oggi, lavorando sullo spazio e sul suo contesto: l’opera diviene l’ambiente che l’artista si limita a rendere conoscibile. Con la sua presenza segnala la struttura architettonica dello spazio espositivo e, di
Per questa mostra Buren realizza due “cabanes” in relazione con lo spazio circostante su cui interviene trasformandolo in una scacchiera bianca-nera, bianca-rossa. In questo lavoro si legge tutta la complessità del dialogo tra il luogo, l’opera e lo spettatore. Composta di interventi sia sulle pareti che da due costruzioni architettoniche realizzate in materiale plastico, moltiplica e modifica le dimensioni della galleria. Entrando nelle due “cabanes” lo spazio è destinato a farsi altro, ad alterarsi incessantemente, dando la sensazione di mutare all’infinito semplicemente spostandosi fisicamente di posizione al
Da dentro le due “cabanes” tutto lo spazio della galleria è coinvolto: dalle pareti a scacchiera alle luci sul soffitto. Muovendosi al loro interno tutto si sposta, si altera, guardando in alto, le luci si trasformano creando interessanti “giochi” ottico-geometrici.
irene cafarelli
mostra vista il 15 novembre 2003
Al Complesso di San Giovanni di Catanzaro, un progetto espositivo che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con l’immaginario…
Nel suo ultimo volume, edito da Gli Ori, Nicolas Martino traccia un atlante dell’epoca contemporanea, dal Sessantotto alla Pandemia, rileggendo…
Dopo il Padiglione chiuso del 2024, Israele torna alla Biennale Arte di Venezia con un progetto di Belu-Simion Fainaru ma…
Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.
La Galleria Anna Marra di Roma presenta una collettiva femminile opulenta, che ricorda e rielabora la figura della mitica Joséphine…
Fino al 29 marzo 2026 gli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj Roma ospitano Sub Rosa, mostra personale di Silvia…