Nel 2002 ricorre il centenario della nascita e il ventennale della morte di Wilfredo Lam, (Sagua La Grande, 1902-Parigi, 1982), artista di fama internazionale, che ha vissuto e lavorato soprattutto nell’ultimo periodo della sua lunga vita in Italia, ad Albisola. Per ricordarlo, la Galleria del Credito Valtellinese, in collaborazione con la famiglia Lam, gli dedica un’antologica in cui convergono opere di collezionisti soprattutto milanesi e parigini, eseguite tra il 1938 e il 1980.
Una rassegna quindi esaustiva per ripercorrere l’avventura di un artista segnato dagli incontri con Picasso, Chagall, Mirò, Leger, Matisse, Braque , ed il movimento surrealista. La
Nel 1941 Lam ritorna a Cuba in compagnia di Breton, Max Ernst e dell’antropologo Levi Strauss che gli permette di stabilire un legame ancora attuale con i miti delle Antille. Lo proteggono in questo scandaglio degli archetipi i totem dell’isola Bilibili che ora accolgono i visitatori della mostra milanese. L’allestimento, luminoso e razionale, ha tolto le ombre inquiete di bambara, dogon, senufo e mende, le statue che, recuperate in Africa e Oceania, dovevano continuamente evocare gli spiriti ancora vivi in Lam, figlio di padre cinese e di madre afro-ispanica, cresciuto in una Cuba cattolica e protetto da una madrina maga e guaritrice.
In catalogo si insiste molto su queste matrici, come nel saggio in cui Enrico Baj insegue questo “nomade della giungla” tra i destini dei nomi e le capitali europee fino all’approdo milanese e l’incontro con lo stampatore
La mostra è in tre sedi: al Refettorio delle Stelline di Milano, a palazzo Sertoli e al Museo Civico di Sondrio.
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Il sito della mostra
gabriella anedi
mostra visitata il 15 novembre 2002
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