Una “scatola magica” in cui tutto è sinestesia. Luci, suoni e percezioni sensoriali si fondono insieme, dissolvendo l’antica architettura di Palazzo della Ragione che diventa giardino cosmico, spazio stellare. Una foto telescopica del sole, insolitamente blu, costituisce l’immagine-icona della mostra, predisponendo il visitatore all’esperienza di una visione in cui l’azzurro sarà il colore dominante.
Così Robert Wilson rilegge il mito di Prometeo, simbolo occidentale di quell’origine divina del fuoco e della luce che permea, declinata in vari modi, le culture e le religioni di tutto il mondo.
Fuori, Fabrizio Plessi -con la musica di Philip Glass– installa una flotta di navi capovolte che fanno da cielo alla Loggia dei Mercanti, ammantandola di rosso come una successione di astronavi.
L’introduzione spetta a Moni Ovadia e a Gianni Carluccio, che allestiscono la scala d’accesso come uno spazio rituale. La luce diventa rivelazione della divinità, ma anche possibilità di rappresentazione del mondo, accomunando le Tre Grandi Religioni del Libro.
All’interno del Palazzo, un sinuoso percorso di sughero e ghiaia- che mimano la pomice e la lava- porta alle differenti installazioni, immerse in un ideale giardino in cui le piante si alternano ai monitor. Attraverso di essi, il movimento di soli e galassie dai nomi mitologici si riconnette al mantra musicale di Sollima in sottofondo.
Una mano generosa si protende dal magma lavico per il nigeriano Wole Soyinka, la grande bolla di plexiglas trasparente della giapponese Ritsue Mishima e dell’italiano Peter Bottazzi ricrea lo spazio cosmico, i fili metallici della brasiliana Lygia Pape attraversano la navata raccolti in fasci, captando la luce e restituendola a tratti, come nei maestri dell’illusionismo barocco.
Al catalogo spetta il compito di approfondire, a livello filosofico e concettuale, la relazione della luce con la percezione del mondo e la rappresentazione artistica. Miti e riti che accompagnano l’esistenza dell’umanità dai fregi del Partenone alla cosmogonia yoruba, da Dante a San Francesco, da Caravaggio a Georges de la Tour, per concludersi con l’installazione di e123 design, in cui la luce, sottratta alla sola logica della vista, diviene percezione globale, coinvolgendo tutti e cinque i sensi.
link correlati
www.robertwilson.com
www.notizieufo.com/tr3.htm
www.rescogitans.it/ita/scenari/scuola/Prometeo.htm
www.esoteria.org/web_utenti/scopertadelfuoco.htm
http://susurros.metropoliglobal.com/mitologia/griega/mitos/prometeo.html
elena franzoia
mostra visitata il 13 aprile 2003
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
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