Varcata la maestosa porta d’entrata, nella prima sala al piano terreno vi danno il benvenuto 9 grandi schizzi di facce su grandi tele dipinte con smalti dai colori acidi digital-pop, ipnotizzanti: una anomala parata di fisiognomica in sintesi delle espressioni umane semplificate con tratti neri, ispirate alle faccine di “smile”, diventate un codice di comunicazione visiva di uso collettivo che ha sostituito la parola scritta nei brevi messaggi via cellulare, utilizzati per esprimere uno stato d’animo senza descriverlo.
Guardate queste “face paintings”, perché ognuna di loro spicca per un’identità precisa e forse trovate una faccina dai colori squillanti o pacati che rappresenta il vostro stato d’animo “just now”. Ha dichiarato Pruitt: «A volte le linee sono regolari e decise, a volte saltano e vacillano. Mi lascio guidare dalle mie emozioni, che sono in continuo mutamento. Il risultato, che siano semplici linee di una faccia sorridente su una tinta pastello o un’espressione triste su un range di rossi fiammeggianti, crea una storia, non soltanto un’immagine». Di nuovo l’artista pop-minimalista in occasione della mostra milanese espone una serie di marmi e sacchetti di carta, disposti in terra nella prima sala. Qui sezionano lo spazio 16 scatole di diversa grandezza realizzate con sacchetti di carta, raccolti da Pruitt negli Stati Uniti, esposti sotto sopra per mostrare l’usanza di stampare il nome del lavoratore che li ha realizzati sul fondo della busta, che decontestualizzati e svuotati della loro funzione utilitaristica e posizionati su piccoli piedistalli di marmo, diventano opere d’arte. Certo non è una novità , perché già sappiamo che i ready made di Duchamp e le “Brillo-Box” (1964), famosa serie di scatole in legno serigrafate e dipinte che costituisce una delle rare sculture “minimaliste” di Warhol, che riproduce la confezione di pagliette detergenti e stoviglie, insegnano che l’arte non sta nell’esecuzione tecnica del manufatto, bensì nell’idea.
Superata la seconda sala, dove fanno capolino i dittici dei suoi panda ricoperti di brillantanti, serie che l’hanno reso famoso, ricco e riconoscibile, insieme alle strutture totemiche di copertoni impilati e riciclati dai colori acidi come porta caramelle e gomme per cancellare a forma di panda… Mostra dal ritmo moderato andante con brio, in ogni caso di una leggerezza intelligente.
Jacqueline Ceresoli
dal 19 settembre al 25 ottobre 20l2
Rob Pruitt, Faces: People And Pandas
Galleria Massimo de Carlo
Via Giovanni Ventura 5 (20134) Milano
Orari: da martedì a sabato, ore 11:30-19:30
Info: +39 02 70003987 – info@massimodecarlo.it, www.massimodecarlo.it
Presentato il programma di Romaeuropa Festival 2026: 100 spettacoli e mille artisti per la 41esima edizione, da Romeo Castellucci a…
Al Museo di Capodimonte di Napoli, una mostra omaggio a Carlo Maria Mariani: nella sua pittura enigmatica e al di…
Non solo gli stand della fiera. Oltre 30 mostre in galleria, tutte ovviamente gratuite, da non perdere in cittĂ durante…
Abitare il Nero: al CUBO di Milano, un progetto espositivo mette in dialogo un'opera storica di Alberto Burri e le…
La riflessione visiva di Cate Colapietro sul corpo nell’era digitale, tra contatto, assenza e disturbo: le fotografie sono in mostra…
Prosegue la Milano Art Week 2026: con Untitled Association andiamo alla scoperta degli appuntamenti da non perdere oggi, con un…