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Finissage il 25.X.2012 | Rob Pruitt, Faces: People And Pandas | Milano, Massimo De Carlo

di - 25 Ottobre 2012
A Milano, in via Ventura, distretto fashion di arte e design a Lambrate, la movida degli addetti ai lavori e dei curiosi di ogni età ruota intorno alla mondanissima galleria di Massimo De Carlo, di richiamo internazionale, dove chi espone conta perché è quotato nel mercato. Talento e denaro sono gemelli siamesi secondo Andy Warhol e il discepolo Rob Pruitt (1964), artista americano di punta dagli anni ’90, in questo riconosciuto tempio di “re Mida” presenta la prima personale dell’artista americano in Italia, intitolata “Faces: People And Pandas”. La mostra è allegra, variopinta, divertente ed energizzante per un pungente “sense of humor”, smaccata ironia e finale con una sorpresa al secondo piano della galleria, da vivere più che da raccontare.

Varcata la maestosa porta d’entrata, nella prima sala al piano terreno vi danno il benvenuto 9 grandi schizzi di facce su grandi tele dipinte con smalti  dai colori acidi digital-pop, ipnotizzanti: una anomala parata di fisiognomica in sintesi delle espressioni umane semplificate con tratti neri, ispirate alle faccine di “smile”, diventate un codice di comunicazione visiva di uso collettivo che ha sostituito la parola scritta nei brevi messaggi via cellulare, utilizzati per esprimere uno stato d’animo senza descriverlo.

Guardate queste “face paintings”, perché ognuna di loro spicca per un’identità precisa e forse trovate una faccina dai colori squillanti o pacati che rappresenta il vostro stato  d’animo “just now”. Ha dichiarato Pruitt: «A volte le linee sono regolari e decise, a volte saltano e vacillano. Mi lascio guidare dalle mie emozioni, che sono in continuo mutamento. Il risultato, che siano semplici linee di una faccia sorridente su una tinta pastello o un’espressione triste su un range di rossi fiammeggianti, crea una storia, non soltanto un’immagine». Di nuovo l’artista pop-minimalista in occasione della mostra milanese espone una serie di marmi e sacchetti di carta, disposti in terra nella prima sala. Qui sezionano lo spazio 16 scatole di diversa grandezza realizzate con sacchetti di carta, raccolti da Pruitt negli Stati Uniti, esposti sotto sopra per mostrare l’usanza di stampare il nome del lavoratore che li ha realizzati sul fondo della busta, che decontestualizzati e svuotati della loro funzione utilitaristica e posizionati su piccoli piedistalli di marmo, diventano opere d’arte. Certo non è una novità, perché già sappiamo che i ready made di Duchamp e le “Brillo-Box” (1964), famosa serie di scatole in legno serigrafate e dipinte che costituisce una delle rare sculture “minimaliste” di Warhol, che riproduce la confezione di pagliette detergenti e stoviglie, insegnano che l’arte non sta nell’esecuzione tecnica del manufatto, bensì nell’idea.

Superata la seconda sala, dove fanno capolino i dittici dei suoi panda ricoperti di brillantanti, serie che l’hanno reso famoso, ricco e riconoscibile, insieme alle strutture totemiche di copertoni impilati e riciclati dai colori acidi come porta caramelle e gomme per cancellare a forma di panda…  Mostra dal ritmo moderato andante con brio, in ogni caso di una leggerezza intelligente.

Jacqueline Ceresoli

dal 19 settembre al 25 ottobre 20l2

Rob Pruitt, Faces: People And Pandas

Galleria Massimo de Carlo

Via Giovanni Ventura 5 (20134) Milano

Orari: da martedì a sabato, ore 11:30-19:30

Info: +39 02 70003987 – info@massimodecarlo.it, www.massimodecarlo.it

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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