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Finissage | Teun Hocks, Cosmic Surroundings | Spazio Tadini, Milano

di - 13 Maggio 2014
“A volte ho la sensazione forse tutta la mia vita si è svolta inconsciamente, come se non fossi stato realmente presente.”. L’ironia è che, non solo l’artista olandese Teun Hocks è molto presente nelle proprie opere, ma spesso è anche l’unico soggetto.
Nelle opere esposte in Cosmic Surroundings di Teun Hocks il divario secolare tra pittura e fotografia si colma, trovando un equilibrio. Entrambi le arti infatti coesistono, offrendo un’ironica parodia della realtà, in cui la teatralità diventa protagonista.

Olandese, classe 1947, Hocks è autore di un particolarissimo corpo di immagini, in cui tutto comincia da una serie di schizzi, nei quali l’artista permette all’idea di concretizzarsi, sbizzarrendosi senza un piano preciso; successivamente passa alla pittura, ovvero alla creazione di una sorta di fondale teatrale, spesso dipinto con una falsa prospettiva, per poi ritrarsi tramite una polaroid, che ingrandisce e riporta sulla tela.
Le opere, nella quasi totalità denominate Untitled, in riferimento alla scelta degli Espressionisti astratti, non possono essere dunque definite solo “fotografie”, in quanto il processo di creazione fa perdere l’immediatezza di catturare un solo istante nel tempo.
Quello attuato da Teun Hocks è per così dire la concretizzazione del metodo induttivo aristotelico: ogni opera propone un azione individuale, che non può che far nascere, nello spettatore, una riflessione di esperienza universale.
Nelle scene l’attore principale è quasi sempre l’artista: Teun Hocks davanti a scelte difficili da compiere, limitato innanzitutto da se stesso, costretto a scontrarsi con le asprezze quotidiane e a “scavare” a fondo, spesso impaurito e fragile.
Un “everyman” per così dire, un uomo normale contrastato e ansioso ma mai passivo e sempre in cerca di una via d’uscita, che gli permetta di fuggire dalla condizione esistenziale, talvolta insopportabile, dell’uomo contemporaneo.
I paradossi restano però irrisolti, quasi non ci fosse né un principio, né una soluzione univoca.
Il mescolamento tra artificioso e reale, fotografia e pittura, di letterali e metaforiche dualità che rappresentano il lavoro di Hocks permettono infatti una molteplicità di livelli di lettura.
I temi esistenziali trattati nell’opera dell’artista lasciano ampio spazio a stupore e nostalgia, anche se in fondo è l’umorismo a prevalere, allontanando la gravezza e spingendo ad abbozzare un sorriso e forse ad ammettere candidamente “c’est la vie”.
“L’ispirazione potrebbe derivare da quasi tutto, e anche da quasi niente. A volte il mondo intorno a me, e come sopravvivere alla quotidianità può esser fonte d’ispirazione.” T. H.
eleonora gargantini
mostra visitata il 29 aprile 2014
Teun Hocks – Cosmic Surrounding
Spazio Tadini
via Niccolò Jommelli, 24, Milano
Orario: dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19

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