La mostra “KAMA. Sex and Design” propone di esplorare un ampio insieme di opere, realizzate da artisti e da designer, attraverso le quali si indaga la sessualità. Il percorso della mostra, incentrato principalmente su opere prodotte nel XX secolo, si snoda attraverso i luoghi dell’immaginario collettivo legati alla simbologia sessuale. Camminando per le stanze della Triennale, le opere succedono l’una all’altra in modo da generare nell’osservatore il dubbio e la criticità di ambiguità polivalenti fra le opere d’arte e quelle di design, innescando un gioco sinergico alla ricerca della peculiarità di ciascuna forma di espressione.
Tra le opere storicizzate presenti è impressionante The Great Wall of Vagina di Jamie McCartney, formata dai calchi dei genitali di quattrocento donne. Notevoli sono anche le serie dei piatti di Piero Fornasetti, decorati con parti anatomiche di corpi maschili e femminili. E inconfondibile è il divano Mae West di Salvador Dalì.
Ma, oltre a questi, otto progettisti internazionali – Andrea Branzi, Nacho Carbonell, Nigel Coates, Matali Crasset, Lapo Lani, Nendo, Italo Rota e Betony Vernon – si confrontano offrendo la propria personale interpretazione della sessualità attraverso inedite installazioni site-specific e contribuiscono a fornire una visione sorprendente nei significati legati al tema.
Per esempio Origin, di Betony Vernon, artista relativamente conosciuta in Italia, è una scultura che si pone tra arte e design. Da un lato si impone nella sua monumentalità, come espressione di un atto celebrativo dell’incontro tra maschile e femminile, dall’altro, proprio per le sue dimensioni antropometriche e per le caratteristiche ergonomiche, manifesta una funzionalità: quella di una “seduta d’amore” dedicata agli amanti, in cui il marmo diviene la pelle del desiderio. Origin è, per certi versi, un’opera “prima” dell’artista Betony Vernon, già nota come designer di gioielli. L’artista, sebbene si ispiri agli stessi temi che sono alla base delle sue piccole creazioni di metallo, si confronta qui per la prima volta con la pietra, il marmo bianco statuario, e con dimensioni ben più grandi di quelle dei gioielli.
Origin è una scultura ermafrodita, che vuole glorificare e consolidare il momento del piacere condiviso nell’unione dei corpi nel gesto sessuale, che Betony ha scolpito in marmo a partire dal disegno concepito per i suoi gioielli. Si tratta di un marmo pregiato, molto duttile estratto del monte Altissimo, la montagna dalla quale lo stesso Michelangelo ricavava i grandi blocchi per le sue sculture, costruendo una strada apposita per il trasporto delle pietre, attualmente appartenente alla Fondazione Henraux, che si propone di diventare un polo internazionale per la scultura contemporanea.
«Il corpo – spiega Betony Vernon – è il mio dominio e il mio limite; la sessualità permette di sperimentare e di agire il corpo in modo molto diretto. Con Origin ho voluto fare un’opera di inversione, cioè mentre i gioielli vengono indossati dal corpo, qui la scultura diventa il soggetto che “indossa” il corpo. Vorrei che questa scultura desse, al tatto, la sensazione di toccare la pelle».
Betony Vernon è nata nel 1968 a Tazewell, in Virginia. Dopo la laurea in storia dell’arte e la specializzazione in tecniche della lavorazione dei metalli, si trasferisce in Italia, a Firenze, dove lavora come orafa, ma anche come attrice e modella. Del 2001 è la collezione di gioielli Paradise Found, dedicati alla sensualità del corpo e all’erotismo, espressione della sua visione artistica centrata sulla demolizione dell’esperienza del piacere come tabù. A questo proposito Betony ha recentemente completato la stesura del suo primo libro, The Boudoir Bible, pubblicato da Rizzoli International nel febbraio 2013.
Rosanna Guida
Mostra visitata il 20 febbraio 2013
Dal 5 dicembre 2012 al 10 marzo 2013
KAMA – SEX & DESIGN
Triennale Design Museum
Viale Alemagna 6, Milano
Orario: da martedì a domenica 10:30 – 20:30, giovedì 10:30 – 23
Vietata ai minori di 18 anni