Categorie: milano

fino al 12.IX.2009 | Barbara Probst | Milano, Monica de Cardenas

di - 10 Giugno 2009
Se la fotografia fosse destinata a rimanere un mezzo univoco, utile solamente alla stasi della rappresentazione, probabilmente il lavoro di Barbara Probst (Monaco, 1964; vive a New York e Monaco) perderebbe il proprio intrinseco segno. Diventando un dettaglio visivo noioso e inalterato, seppur scisso in più parti.
Gli scatti della fotografa tedesca, se venissero considerati come ambienti fermi, rimarrebbero dunque attimi congelati e lasciati al tempo di qualche nanosecondo. Figure abbandonate alla parete e al loro solipsistico lirismo. Ma, fortunatamente, quando impugna la macchina fotografica, Probst riesce a creare qualcos’altro. Un quid diverso. La fotografa tedesca prepara infatti, attorno a ogni scatto, un lungo corteggiamento dell’obiettivo, attraverso lo sviluppo di una narrazione forte. Il suo risulta così essere un codice linguistico che restituisce all’immobilità dell’unico set fotografico di riferimento un’ipnotica direzione di vortice. In questo modo, ogni raggruppamento iconico diventa anche uno sfasamento temporale.
Alla Galleria De Cardenas, in occasione della sua prima personale italiana, Barbara Probst disseziona e disperde ogni momento catturato dalla macchina fotografica. L’autrice, usando una serie di dispositivi per il radio-controllo, ritrae lo stesso istante da diverse angolature, generando immagini composte da misure, distanze e punti di vista differenti.
Il risultato è un linguaggio pulito: gli sfondi sono nitidi, i contorni dei volti e dei corpi sono appena accennati, gli sguardi sono concreti e i colori non risultano mai eccessivi, violenti. Eppure, ogni scatto racchiude in sé una prospettiva così illogica e impensabile, rispetto alla direzione della presa, che riesce a far traballare il concetto di verità fotografica.

Alle pareti quasi domestiche della galleria, Probst sceglie di riportare in vita tempi e spazi fotografici che altrimenti rimarrebbero residui e inesplorati. Per farlo utilizza modalità che appartengono ad ambiti mediatici differenti. Se alcune fotografie, ad esempio, ricordano la posa del cinema, altre raccontano ritratti di volti, altri ancora ripropongono la sfrontatezza del reportage di moda e altre, mischiandosi in perfetta sintonia con le consimili, sono immagini immerse in ambienti esterni (spazi urbani come Central Park, il tetto di un grattacielo o un aeroporto). I numeri che contraddistinguono i ritratti alle pareti trattano le immagini come se fossero catturate in conformità a un loro stato inconfutabile e preordinato di esistenza.

In qualità di osservatore, chiunque, nonostante la leggera monotonia dell’autoreferenzialità di questa personale, sarà in grado di muoversi oscillando in posizioni innaturali che ripropongono gli assi di spazio e tempo, come se fossero vere e proprie esperienze prospettiche. La costante oscillazione dell’obiettivo, infatti, in questo caso non ha la funzione di destabilizzare ma, al contrario, ha l’obbligo di spingere l’occhio dove ancora non gli era stato indicato di mettersi a guardare. Donando la quiete della visione.

ginevra bria
mostra visitata il 13 maggio 2009


dal 13 maggio al 12 settembre 2009
Barbara Probst
Galleria Monica De Cardenas
Via Viganò, 4 (zona Stazione Garibaldi) – 20134 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 15-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0229010068; fax +39 0229005784; monica@decardenas.com; www.artnet.com/decardenas

[exibart]

Articoli recenti

  • Bandi e concorsi

Rigenerare con la fotografia: il nuovo bando del Ministero della Cultura

Il Museo rigenera Edizione Fotografia: la Direzione Generale Creatività contemporanea del MIC pubblica un bando da 825mila euro, per progetti…

16 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Murano Illumina il Mondo: il linguaggio del vetro in Piazza San Marco

Dodici lampadari d’artista realizzati in vetro di Murano trasformano Piazza San Marco a Venezia in uno spazio di confronto tra…

16 Gennaio 2026 0:02
  • Progetti e iniziative

Allo Spazio SLAP di Milano c’è una mostra in cui si scompare nella luce

SLAP Spazio Lambrate Arti Performative ospita una mostra immersiva che, tra luci e suoni, invita a scomparire: le opere di…

15 Gennaio 2026 20:10
  • Attualità

In Iran chiudono anche le gallerie d’arte, tra proteste e blackout

Nel clima di repressione e incertezza che attraversa il Paese, numerosi spazi culturali scelgono di chiudere, tra timori per la…

15 Gennaio 2026 19:05
  • Mercato

Basquiat vs Klimt: una sfida fra titani nel mercato dell’arte degli ultimi 20 anni

Un esperimento comparativo tra Jean-Michel Basquiat, considerato il benchmark del contemporaneo, e Gustav Klimt, fresco di record da $ 236,4…

15 Gennaio 2026 18:49
  • Progetti e iniziative

L’arte contemporanea varca le soglie del carcere di Bologna: il progetto di Anila Rubiku

In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’arte contemporanea attraversa le mura Casa Circondariale Rocco D’Amato, con il progetto di…

15 Gennaio 2026 18:01