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Fino al 12.VI.2016 | Alberto Messina, Un’idea di Spleen | Harlem Room Montrasio Arte, Milano

di - 25 Maggio 2016
Emilio Salgari (1862 – 1911) nel 1907 si è immaginato il nostro mondo, i cambiamenti dell’universo, della società, della mentalità dell’uomo. Con una fantasia sfacciata, fervida, incontrollata e avanguardista, lo scrittore autore de Le meraviglie del Duemila si è proiettato in avanti immaginando quel qualcosa che è realmente accaduto quasi un secolo dopo la pubblicazione del suo celebre scritto. Emilio Salgari ieri ha indagato l’oggi, Alberto Messina, oggi, procede all’inverso. Guarda all’universo del romanziere, riflette sugli oggetti della sua quotidianità, li immortala in istantanee dalle ombre leggere, impalpabili, quasi trasparenti, quasi assenti. Colori tutti delle tonalità del grigio, chiaro rimando a un’era lontana e che il giovane artista pare nostalgicamente voler possedere e riavere indietro.
Emilio Salgari nasce nel 1862, Alberto Messina nel 1994. Padre del Novecento l’uno, figlio del grande secolo l’altro. Punto di contatto tra i due è la volontà di intraprendere un viaggio nel tempo futuro da una parte e passato dall’altra. Alimentati o tormentati dallo “Spleen”, prendono, evadono, immaginano e creano.

Entriamo nell’Harlem Room della Galleria Montrasio Arte a Milano, scendiamo gli scalini e ci troviamo immersi negli oggetti del romanzo salgariano. Una penna spezzata, una copia anastatica de Le meraviglie del Duemila, il “fiore della resurrezione” alias la pianta grassa che ha permesso il lungo viaggio nei nostri giorni. Tornano alla mente James Brandok e il dottor Toby. Si formano nella nostra immaginazione stralci della vita quotidiana della moglie dello scrittore, Ida Peruzzi, che abbandona un cappello di paglia su una mensola il quale subito viene bloccato dall’istantanea di Alberto Messina. Il mare, le conchiglie, la sabbia e le bottiglie di alcolici, sono tutti simboli che nascondono nella loro apparenza significati intrinsechi della vita e dell’opera di Salgari e che vengono fermati dall’occhio dell’artista. Ovviamente nessuno degli oggetti sopra elencati sono mai appartenuti allo scrittore, ma nella mente, nell’immaginazione, nel “viaggio nel passato” di Alberto Messina, questi sono esistiti, un po’ come i palazzi di una ventina di piani contenenti quasi mille persone descritti da Holker a James e Toby nel testo ispiratore nel lavoro di Messina. Due fantasie quindi che cercano di superare i limiti temporali.
Alberto Messina nasce a Milano nel 1994, studia fotografia all’Istituto Europeo di Design e impronta la sua ricerca sulla still life, come ben si evince dalle fotografie raccolte nell’Harlem Room. L’artista lascia parlare l’immagine, delega agli oggetti messi in posa di fronte all’obiettivo il compito di comunicare  all’osservatore. Nascono così dalla sua macchina ritratti di conchiglie, cappelli e bottigliette elevati al rango di unicum grazie all’esaltazione che di essi l’artista fa attraverso la pulizia del campo visivo. La mostra Un’idea di Spleen, a cura di Angela Madesani, viene riproposta dalla galleria Montrasio Arte a seguito del successo dell’omonima personale dell’artista promossa dall’8 ottobre al 9 novembre 2015 a Verona presso la Feltrinelli Libri e Musica.
Chiara Riva
mostra visitata il 20 aprile
Dal 20 aprile al 12 giugno 2016
Alberto Messina , Un’idea di Spleen
Montrasio Arte| Harlem Room
Via di Porta Tenaglia 1, Milano
Orari: dal martedì al venerdì 11.00 – 13.00, 14.00 – 18.00

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