Categorie: milano

fino al 13.V.2009 | Tobias Buche/ Jonas Lipps | Milano, Francesca Minini

di - 6 Maggio 2009
La Galleria Minini ci aveva abituati a raffinate riflessioni sui resti delle utopie moderniste con le squadrate geometrie di Jan De Cock, con i lavori di Debora Ligorio e Riccardo Previdi o con l’astrattismo decomposto di Simon Dybbroe Moller. Ma questa mostra sembra andare in una direzione diversa.
In realtà, in particolare il lavoro volutamente low-grade di Tobias Buche (Berlino, 1978) riprende alla lontana uno dei miti più cari dell’architettura modernista degli anni ’60, quello dell’all-over, della possibilità cioè di continuare all’infinito un ritmo, un pattern generalmente di finestre, per parlare di uno dei miti più vivi di oggi, quello dell’opera di basso profilo, incentrata su un’apparente costruzione casuale.
Google ci ha costretti a ben altri tempi rispetto alla ritmica modernista, e nel lavoro dell’artista tedesco il ritmo diviene quello dell’accumulo e dell’irregolare. Le immagini si fissano senza rimandi espliciti, senza seguire linee di sviluppo, ma percorrendo la via sconnessa dei ricordi e delle ricerche online.
Nei plexiglas in cui le immagini galleggiano sulle mura bianche della galleria, così come nel ricordo adolescenziale di scrivanie decorate con miti e ritagli di film e giornali, i ricordi si fissano sparsi, privati di storia. Nei blocchi, come appunti appesi alle pareti, sembra invece ricomparire il tracciato di una narrazione. È come se un disegno o un racconto volesse prendere forma, attraverso la rimozione e la cancellazione d’immagini precedenti, senza però mai arrivare a una completa realizzazione, rimanendo invece un impossibile sedimento di ricordi sempre più sfumati.

Ma la mostra in galleria vede coinvolto anche Jonas Lipps (Friburgo, 1979; vive a Berlino). Nonostante abbiano già lavorato insieme diverse volte, come alla Galleria Lehmann Maupin di New York, sembra difficoltoso a prima vista trovare un nesso tra il lavoro di Buche e quello di Lipps. Di fatto, però, il substrato è comune: entrambi i lavori si basano, infatti, su una serie di ricordi casuali tratti dall’adolescenza.
Quelli di Lipps sono segni che prendono vita da strati sovrapposti, tracciati su una carta che non trattiene il tratto e il colore, in una battaglia persa in partenza da cui fuoriescono mostri, fumetti, violenze e incubi d’ogni sorta. Avviene così un regresso nell’inconscio, un autoritratto senza celebrazione in cui il racconto casuale di ritagli e immagini viste diviene un modo, forse più reale, per tracciarsi e riconoscersi.

Mancare questa mostra vuol dire perdersi un piccolissimo assaggio di unmonumental a Milano.

alberto osenga
mostra visitata il 16 aprile 2009

video correlati
La videorecensione della mostra


dal primo aprile al 13 maggio 2009
Tobias Buche / Jonas Lipps
Galleria Francesca Minini
Via Massimiano, 25 (zona Ventura) – 20134 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 11-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0226924671; fax +39 0221596402; info@francescaminini.it; www.francescaminini.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • Tecnicamente ragazzi bravissimi, ma di modernismo e immagini sgranate che riaffiorano dal passato non ne possiamo veramente più.Abbiate pietà. Già Ian Tweedy e molti altri percorrono questo artigianato, ma l'arte migliore del nostro tempo deve fare ben altro che ricognizioni sul "già visto".

Articoli recenti

  • Attualità

Vannacci ha usato il David come simbolo del suo partito, senza autorizzazione

Roberto Vannacci ha usato il David di Michelangelo come simbolo associato al suo nuovo partito, Futuro Nazionale, senza chiedere l'autorizzazione…

10 Aprile 2026 11:20
  • Mostre

Canto Napoli: Isgrò rilegge la tradizione musicale partenopea a Capodimonte

Per la sua mostra al Museo di Capodimonte, Emilio Isgrò omaggia la tradizione musicale napoletana: attraverso le sue cancellature, emerge…

10 Aprile 2026 10:57
  • Personaggi

Il Guggenheim di New York ha una nuova direttrice: arriva Melissa Chiu

Nell'ambito di un rinnovamento dell'assetto della Guggenheim Foundation, Melissa Chiu è stata nominata direttrice del museo di New York: lascia…

10 Aprile 2026 9:30
  • exibart.prize

Ecco 5 nuovi finalisti di exibart prize EP6!

Silvia Rosellina Cerioli La mia ricerca nasce dal desiderio di esplorare la materia come luogo di pensiero e di trasformazione.…

10 Aprile 2026 9:07
  • Mercato

Nuova sede, nuova nomina: Kruso Art rilancia a Milano

La casa d’aste si sposta nell’ex Cinema De Amicis e affida il dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea a Jacopo…

10 Aprile 2026 9:00
  • Mostre

Sodoma, un pittore in viaggio: dalla bottega di Spanzotti alla Roma del ‘500

La Fondazione Accorsi-Ometto di Torino presenta la mostra "Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento", in programma…

10 Aprile 2026 0:02