Categorie: milano

fino al 13.VI.2009 | Emilio Isgrò | Milano, Galleria Credito Valtellinese

di - 27 Marzo 2009
La cancellatura è una forma eversiva che, destabilizzando la logica del linguaggio, si fa strumento di comunicazione e di critica sociale. Il suo fine è ribaltare l’apparenza, mettere in dubbio le certezze del sistema mediatico e consumistico, abbattere l’unidirezionalità della lettura. Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937; vive a Milano) la introduce a partire dal 1964, quando fanno la loro comparsa i primi giornali cancellati.
Da quel momento in poi, attraverso opere come libri-oggetto e installazioni, l’artista ha cancellato notizie, vocabolari, enciclopedie, carte geografiche, pagine di letteratura, favole e perfino la Bibbia, insieme a tutto ciò che rappresenta il veicolo del sapere per eccellenza, della cultura codificata, della parola omologante e usurata da una quotidianità in preda a vizi e contraddizioni.
Il gesto cancellatore ha modificato nel tempo il suo aspetto – assumendo di recente le sembianze di formica o di ape – ma non la sua funzione: quando oggi Isgrò cancella Fratelli d’Italia, ripete in fondo la stessa operazione critica, tesa a cancellare le parole inutili, intrapresa già in passato, prima con opere che seguivano la scia delle ricerche poetico-visuali fiorentine (come Paolo e Francesca del 1966), poi con quelle della maturità, quando prende le distanze dalla poesia visiva per elaborare il proprio originale percorso, più volte confuso e catalogato erroneamente con l’etichetta di “arte concettuale”.

Di fronte a questa singolare installazione – che sarà imitata di nuovo in maggio a Bruxelles, quando l’artista cancellerà prima l’inno fiammingo e via via gli altri inni nazionali – l’osservatore è costretto a dialogare con quel che resta della cancellatura: se in passato la china o l’acrilico lasciavano trasparire qualche frammento di frase del testo, in Fratelli d’Italia tutto ciò non accade: la parola è decomposta, affetta, emerge a piccoli spezzoni, afferma la propria forma. Nulla è però sinonimo di nichilismo o di pura provocazione: cancellare un simbolo di appartenenza nazionale come l’Inno di Mameli nasconde piuttosto una riflessione sulla nostra contemporaneità, assuefatta al conformismo e bisognosa di nuovi valori.
La mostra del Credito Valtellinese ha il merito di presentare per la prima volta a Milano un’esauriente retrospettiva dell’artista “siculo-milanese”, dagli esordi da poeta visivo fino alle opere più recenti, come Seme d’arancia (1998) o il Mantra siciliano per madonne toscane (2008), riproponendo al pubblico due storiche installazioni come l’Avventurosa vita di Emilio Isgrò (1972) e l’Ora italiana (1985), realizzata in memoria della strage alla stazione di Bologna.

Con un excursus fra 73 opere scelte, Isgrò sembra restituire allo spettatore un nuovo Cristo cancellatore: come nella celebre installazione del ’68 alla Galleria Apollinaire, anche Fratelli d’Italia confuta quell’identità collettiva che solo il lettore potrà ricostruire, chiamato a ricondurre il filo alla propria matassa.

articoli correlati
Isgrò al Pecci

valentina rapino
mostra visitata il 19 marzo 2009


dal 19 marzo al 13 giugno 2009
Emilio Isgrò – Fratelli d’Italia
a cura di Marco Meneguzzo
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta, 59 (zona Magenta) – 20123 Milano
Orario: da martedì a venerdì ore 12-19; sabato e domenica ore 10-19
Ingresso : intero € 8; ridotto € 6
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0248008015; fax +39 024814269; galleriearte@creval.it; www.creval.it


[exibart]

Visualizza commenti

  • Prospettiva Isgrò
    Ancora una volta le opere di Emilio Isgrò esposte alla Galleria del Credito Valtellinese di Milano riescono a infondere calma e serenità profonde.
    Infatti, le sue cancellature non sono un gesto aggressivo ma liberatorio che consente di sgomberare gli archivi-ormai troppo carichi- della memoria così da far affiorare nuovo spazio e più vigorose energie.
    Allora anche le formiche laboriose che oscurano il volto della Madonna delineano la possibile prospettiva di una mistica nuova ben oltre ogni logora oleografia.

Articoli recenti

  • Mostre

Zhang Chaoyin, l’Himalaya non è mai stato tanto vicino

Fino al 15 maggio l'Edificio B12 della Manifattura Tabacchi ospita la mostra del fotografo Zhang Chaoyin, con sessanta opere sull’Himalaya,…

13 Aprile 2026 0:02
  • Progetti e iniziative

Nuova direzione e nuovi progetti per Casa degli Artisti a Milano: intervista a Giulia Restifo

Casa degli Artisti entra in una nuova fase con una guida rinnovata: residenze multidisciplinari, collaborazioni con istituzioni milanesi e reti…

12 Aprile 2026 19:30
  • Arte contemporanea

Reportage dalla Biennale di Sydney: pratiche della memoria in una mostra diffusa

Il progetto curatoriale mette al centro memoria e trasmissione, articolandosi in una pluralità di contesti che arricchiscono il racconto ma…

12 Aprile 2026 17:00
  • Mercato

Il Ponte Casa d’Aste inaugura un dipartimento dedicato al fumetto

Continua la corsa della Comic Art sul mercato internazionale. Così Millon e Il Ponte Casa d'Aste curano una vendita dedicata…

12 Aprile 2026 16:52
  • Arte contemporanea

Sidival Fila in dialogo con Raffaello all’Ambrosiana di Milano

Nella Sala del Cartone dell’Ambrosiana, l’intervento di Sidival Fila si affianca al celebre cartone della Scuola di Atene, attivando un…

12 Aprile 2026 16:00
  • Arte contemporanea

L’opera che non doveva esistere. Omaggio all’America Latina tra storia e riattivazione

Ritirata, esclusa dal catalogo, privata dei nomi: “Omaggio all’America Latina” di Cavaliere e Scanavino riemerge a Milano insieme alla performance…

12 Aprile 2026 15:00