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Fino al 13.XI.2015 | Ivan de Menis, Compressioni | Project B, Milano

di - 7 Novembre 2015
Inaugurata la personale “Compressioni” dell’artista Ivan de Menis, Treviso 1973, presso ProjectB Gallery di Milano, spazio nato in città nel 2005 dall’idea di Emanuele Bonomi con la volontà di portare in Italia alcuni interpreti della Young British Art e di far conoscere artisti provenienti da diverse parti del mondo, poco noti a livello internazionale. Le parole chiave della galleria sono: ricerca, tecnica e interazione con lo spazio.
E qui ci ricolleghiamo col lavoro di de Menis, che dialoga in modo diretto con quest’ultimo elemento.
Le sue opere sono, infatti, in costante dialogo con la propria dimensione volumetrica e con l’ambiente circostante. I suoi lavori vivono letteralmente in tre dimensioni: la sua è una creazione in divenire, che si sviluppa e cresce a fianco all’artista, come una sorta di gestazione affettuosa. Il suo alfabeto poetico e materico è dato da alcuni elementi principali: il colore e la resina, veri protagonisti del suo lavoro. L’artista parte da una ricerca di tipo pittorico, utilizzando una tela di cotone bianca, che viene dipinta con oli dal colore intenso – omaggiando la pittura tonale veneta – ed è avvolta dai ritagli di tele precedenti, che lasciano così il segno del loro passaggio, creando una specie di concatenamento tra un’opera e l’altra.

Successivamente nel caso degli ultimi lavori che danno il titolo alla mostra “Compressioni”, appunto, viene applicato anche del tessuto e del polistirolo, che vengono poi strappati, lasciando delle testimonianze evidenti della loro precedente presenza. Le sue opere prendono vita una pennellata dopo l’altra, tono dopo  tono, fino a essere ingabbiate in contenitori di plexiglass dove viene colata la resina. Questo procedimento è ripetuto per un tempo indefinito, deciso dall’artista in base a diversi elementi, ad esempio quando si raggiunge il colore voluto, unendo gli elementi. L’artista lavora su misure differenti, fissandosi su una spaziatura e una volumetria precisa per un certo periodo, come in una sorta di ossessione. I titoli delle opere sono proprio i codici e le indicazioni alfa-numeriche della spaziatura creata. In galleria vediamo parte della sua ricerca artistica, come in una sorta di percorso tra le Tessere, le Rette e le nuove Compressioni.
Ma per leggere i lavori di De Menis dovrete avvicinarvi ai bordi, gli elementi essenziali nella lettura complessiva dell’opera: diventano segni storici, dove sono evidenti le contaminazioni e il tempo che è servito per completarla. L’opera deve essere letta in movimento, in stretto rapporto con lo spazio, interpretando e lasciandosi avvolgere dal dialogo che si crea con le altre opere circostanti. I segni delle manipolazioni nell’ultima serie, sono visibili non solo sui lati, ma – come si diceva prima – direttamente sulla superficie.  In un procedimento dalla matrice pollockiana, l’artista opera in orizzontale, fino a che il lavoro non si solidifica, immobilizzando il tempo in una forma compiuta, creando un linguaggio di confine tra pittura e scultura.
Micol Balaban
mostra visitata l’08 ottobre
Dall’08 ottobre al 13 novembre 2015
Ivan de Menis, Compressioni
Projectb gallery
Via Maroncelli 17, Milano
Orari: da lunedì a venerdì 10.00-13.00 | 14.00-19.00
Info: Tel. +39 02869987521, www.projectb.eu

Di origini italo-armene, classe 1990, vive a Milano, dove si laurea in Scienze dei beni culturali e si specializza in Arti, Patrimoni e Mercati, con ricerca tesi in Danimarca focalizzata sulle European Capitals of Culture. Il suo amore per la cultura nasce sin dall’infanzia, da cui sviluppa una grande passione per diverse forme d’arte, dalla letteratura al teatro e alle arti visive, sposando così un atteggiamento curioso che la porta oggi alla ricerca e alla scrittura nel settore. e.

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