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Fino al 14.II.2016 | Recto Verso | Fondazione Prada, Milano

di - 15 Gennaio 2016
A volte il retro di un quadro rivela, oltre alle informazioni di prammatica riguardanti provenienze e pertinenze piuttosto che la storia espositiva dell’opera, dettagli inattesi e vicende segrete, magari inverosimili, riguardanti l’autore. Chi scrive per esempio conserva con affetto una piccante, felliniana figura femminile, opera del pittore Ele D’Artagnan, che sul retro rivela, rivendicandola con furore, la discendenza diretta dell’autore, autoproclamatosi figlio naturale di Arturo Toscanini. Recto e verso hanno così, sia pur con modalità e per ragioni differenti, esattamente lo stesso valore storico/pittorico.
“Recto Verso” è proprio il titolo dell’agile esposizione che la Fondazione Prada presenta – fino al 14 febbraio – nella galleria Nord dei suoi spazi milanesi. Anteprima il 2 dicembre, si chiude il 14 febbraio. Un tempo un po’ contratto, che tuttavia merita inseguire per lasciarsi sedurre dagli inviti dichiarati degli autori ad apprezzare anche il “lato-B” delle loro creazioni, declinato secondo vari punti di vista e lettura critica. Per esempio, andando indietro nel primo Ottocento di Louis-Léopold Boilly, con il trompe-l’oeil del gattino goloso che, volendo arraffare un’aringa, rompe la stessa tela nella quale è raffigurato. Effetti d’inganno più aggiornati nell’inconfondibile disegno colorato di un retroquadro di Roy Lichtenstein; oppure, proiezioni simboliche di altre suggestioni, di altri concetti, simmetrici e complementari, come ad esempio nel doppio Giulio Paolini con tre triangoli sovrapposti a formare sagome stellate che paiono alludere alla forma-simbolo dell’antico sodàle Zorio. O, ancora, rapporto fronte/retro, dato evidentemente per scontato il taglio fontaniano, come penetrazione nella trasparenza spaziale della bidimensionalità nelle combustioni di Alberto Burri, presenti due begli esempi di inizi anni ‘70, gli stessi dei sicofoil di Carla Accardi (Grande trasparente e Grande oro); trasparenza che compete anche al vetro di Pierre Toby.

Significativa la presenza di autori del francese Support/SurfacePierre Buraglio, Daniel Deseuse – laddove sembra sia proprio il fronte a cedere il passo d’autorità percettivo-simbolica al “negativo” del verso, per l’appunto al supporto. C’è poi la denuncia di un malessere, o la semplice dichiarazione di dissenso, nei confronti del “sistema”, con la celebre contestazione alla Biennale del 1968, operata da alcuni artisti con il gesto di nascondere di proposito l’opera, a mo’ di smaccata dichiarazione di dissenso. Testimonianza vivida di quell’episodio è il Gastone Novelli trasformato in quella sorta di falso murales che è Lutte, échet, nouvelle lutte.
Immancabili segnali di lavoro fotografico sul tema, si arriva a fondo sala dove, poggiata al muro di cemento, una grossa tela di Pistoletto, ancora del ’70, frammentata a mo’ di doghe, incastona targhette lignee con piccole sentenze: un retro inteso, anche nel titolo, come “lato letterario del quadro”.
Chiusura, si diceva, il 14 febbraio. Si resta in attesa di una promessa pubblicazione che argomenti in modo più esauriente scelte – ed eventuali esclusioni, per esempio di almeno un esemplare sironiano – operate dal Thought Council.
 
Luigi Abbate
Dal 3 dicembre 2015 al 14 febbraio 2016
Recto/Verso
Fondazione Prada
Largo Isarco, 2
20139 Milano
Orari: Martedì, Mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 19:00,
Venerdì Sabato e Domenica dalle 10:00 alle 21:00
Info: INFO@FONDAZIONEPRADA.ORG

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