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Fino al 15.III.2013 | The Bronze Age | Milano, Galleria Massimo De Carlo

di - 20 Febbraio 2013
Massimo Bartolini, Huma Bhabha, Steven Claydon, George Condo, Thomas Houseago, Bertrand Lavier, Matthew Monahan, artisti di fama internazionale, diversi per età, provenienza, esperienze e linguaggi, ma che in comune hanno il bronzo: un materiale diventato quasi sinonimo di scultura, come il marmo, da millenni utilizzato in Occidente e Oriente. Dove? Nella mostra ospitata nella galleria di Massimo De Carlo, tempio milanese delle tendenze internazionali, in cui sette artisti declinano la figura umana con il bronzo. Esposizione da non perdere perché segna la fine dell’art effimera, dei troppi giochi assemblativi di ready-made e recupera la tradizione, prevalente  nel Novecento.

Se da De Carlo si trova un ritorno al materiale tradizionale, al dialogo con la storia dell’arte, significa che è necessario puntare su un’idea più classica dell’arte, quindi sulla durata e sulla stabilità.

Vi accoglie nella sala al piano terra della galleria la totemica scultura di Huma Bhabha (1962, Pakistan) Ghost of Human Kindness (2011), dall’energia tribale composta di cassette non di materiali da discarica, bensì di bronzo che avrebbe ispirato Picasso e in cui arcaismi si fondono in una forma emblematica della precarietà esistenziale. Vicino, trovate Robot Girl (2012), di George Condo (1957, Stati Uniti), un volto distorto, la cui superficie riflette gli spettatori, un’umanità tragicomica e lo spazio in cui si trova. Fate attenzione alla piccola opera in cornice appesa al muro che riporta la parola Fifty (2013): è il giorno di compleanno di Massimo Bertolini (1962, Italia), che ha  scelto di rifugiarsi in se stesso, nel suo fare, celebrando l’artista e il materiale. Al piano superiore, vi da il benvenuto A Corrupted Allory (2013), un busto ieratico di un vecchio saggio, ispirato all’iconografia classica, con barba e lunghi capelli reinterpretato da Steven Claydon (1969, Gran Bretagna).

Tradizione e contemporaneità è il fil rouge della mostra che si coglie anche nella scultura Ibo (2008) di Bertrand Lavier (1949, Francia), in bronzo nichelato che riveste di luce una statuetta votiva (?) d’ispirazione primitiva. Inquieta TBT (2013) un corpo ibrido di un guerriero fuori dal tempo, scultura di materia bronzea sottile e vibrante come se fosse un disegno su carta in procinto di prendere vita di Matthew Monahan (1972, Stati Uniti). Attrae lo sguardo Untitled (2008), un possente ritratto di Thomas Houseago (1972, Gran Bretagna), noto per sculture acefale, volutamente incompiute, originale nella combinazione del bronzo con una struttura in legno. In fondo alla sala, c’è Deposito (2013), la seconda opera di Massimo Bartolini: una catasta regolare di ciocchi di legno fusi in bronzo. Il messaggio è chiaro: il fuoco brucia il legno per produrre il calore necessario per fondere il bronzo e in questo caso la materia diventa l’opera. Sarebbe stato bello trovare in questa mostra anche le possenti Frauen, figure femminili in bronzo simili a dee della fertilità di Thomas Schütte (1954, Germania) come celebrazione dell’Arte.

Jacqueline  Ceresoli

mostra visitata il 30 gennaio 2013

dal 30 gennaio al 15 marzo 2013

Massimo Bartolini, Huma Bhabha, Steven Claydon, George Condo, Thomas Houseago, Bertrand Lavier, Matthew Monahan. The Bronze Age.

Galleria Massimo de Carlo

Via Giovanni Ventura 5 – (20134) Milano

Orari: da martedì a sabato 11:30-19:30

Info: 02 70003987, info@massimodecarlo.it, www.massimodecarlo.it

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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