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Fino al 15.III.2019 | Jompet Kuswidananto: On Paradise | Aa29 Project Room, Milano

di - 6 Marzo 2019
Il mormorio animato delle voci innalza il rumore festoso dei calici che si incrociano al via di formule propiziatorie e gesti di scaramanzia; mentre gli occhi bruni di Jompet
seguono attenti i discorsi appassionati dei collezionisti suscitati dalla sua prima mostra personale a Milano. In sottofondo, il suono grave dei rullanti allestiti in cerchio offre un’atmosfera di antico rituale. Un po’ più in là, un riflesso ambrato si dissemina oltre i cristalli dei lampadari ridotti a pezzi e sparsi sul pavimento. Uggiolando, un uomo colpevole e abbattuto musica parole di odio e dolore offrendo la vita in sacrificio.
Accolta dalla sede meneghina della galleria AA29 Project Room, nella mostra On Paradise l’artista Jompet Kuswidananto si interroga sul concetto di identità e sulla complessità del binomio stato-nazione, prendendo come ispirazione lo studio di eventi storici che hanno segnato la travagliata storia dell’Indonesia. Dai conflitti agricoli scatenati dallo spietato sfruttamento economico dell’Olanda alla fine del XIX secolo, fino ai più recenti e tragici attacchi terroristici, la ricerca dell’artista parte dagli episodi traumatici della storia di un Paese trafitto dal colonialismo, la dittatura e il genocidio, per soffermarsi, secondo quanto ci racconta, “nella narrazione di una transizione costante, nel modo in cui la cultura indonesiana rimane sempre in permanente ridefinizione”.
Jompet Kuswidananto: On Paradaise
Nelle vicende familiari di tre generazioni di uomini, Kuswidananto rintraccia la tragicità dei contrasti che condividono politica e religione, accomunati da uno stesso territorio e da una stessa bandiera, mettendo a nudo la fragilità di una identità narrata come omogenea e unitaria. Attraverso l’espressività che consente il video, la scultura, la musica e l’incisione, l’artista rielabora le suggestioni tratte dalla sua ricerca per riproporle mediante una istallazione di grande eloquenza visuale e uditiva da cui prende il titolo la mostra: On Paradise (2017-2018). Le vestigia di un ordine sgretolato e ridotto in frantumi sono rimesse in scena a partire dalla distruzione e dalla violenza che rievocano una serie di lampadari fracassati e sparpagliati a terra, che come una forza concentrica, raccolgono la densità semantica dell’esposizione per integrarsi poi ad altre opere che compongono il percorso. “In On Paradise ci sono alcuni riferimenti che si ispirano al libro Il fantasma dell’Opera di Gaston Leroux. La scena in cui il personaggio di Phantom (Erik) sabota una performance lirica schiacciando i lampadari mi ha fatto riflettere sulla narrazione di una persona sotto una complessa relazione di potere”.
In un contesto in cui i nazionalismi che poggiano sull’essenzialismo identitario guadagnano consenso, Kuswidananto riesce a impugnare l’arte per sgretolare la concezione stessa di un termine come identità culturale, aprendo il cammino verso un’interpretazione del concetto come strategico e posizionale. Nelle parole di Stuart Hall, pioniere degli Studi Culturali, le identità emergono proprio nel gioco di particolari modalità di potere e sono più il prodotto della differenza e dell’esclusione che un segno di un’unità naturalmente costituita. “Trentadue anni di dittatura in Indonesia hanno plasmato una storiografia manipolativa e ogni indonesiano ha lottato con questo fatto anche a livello personale, e così facciamo io e le mie opere”.
Ana Laura Espósito
Mostra visitata il 23 gennaio
Dal 24 gennaio al 15 marzo 2019
Jompet Kuswidananto: On Paradaise
AA29 Project Room Milano
Piazza Caiazzo 3, 20124, Milano
Orari: dal mercoledì al venerdì 14.00-19.30 oppure su appuntamento
Info: info@aa29.it – +39 340 969 1313

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