Categorie: milano

fino al 15.IX.2007 | Hannah Dougherty | Milano, Studio D’Arte Cannaviello

di - 17 Luglio 2007

Hannah Dougherty (Usa, Philadelphia, 1980) è alla sua prima personale italiana. Ma la ragazza non fa fatica a lasciare un’impronta. L’artista americana usa gli spazi espositivi come se avesse a disposizione un grande, intimo e architettonico, diario tridimensionale.
I lavori che la Dougherty espone in galleria appartengono a due serie e a due tecniche differenti che portano avanti un percorso iniziato alla Berlinische Galerie Landesmuseum für Moderne Kunst. Nella realtà di oggi, quella milanese, al pubblico, sono esposti un buon numero di disegni, su tela e su carta, abbinati a due installazioni che completano l’ambientazione surreale dei paesaggi alle pareti, ravvivando gli spazi.
Il tratto a matita dell’artista è accademico, quasi didascalico, scende bene lungo le superfici delle forme, accompagna con intensità alcuni punti-luce e infine spande compatto lungo i profili dei soggetti. Le sue figure, umane e animali, sono ricorrenti, su tela e carta da lucido. La riproduzione di questi mondi, in verità spenti e sbiaditi, si trasforma seguendo spontaneamente le applicazioni fatte anche su oggetti tridimensionali.
Il modo della Dougherty di assemblare corpi, nuvole, lupi, tigri ed elementi totalmente estranei al contesto di partenza -come mazzi di etichette, bottiglie di birra o palloncini- ricorda, in parte, il moto sovrapposto di un pittore come Gabriele Arruzzo (Roma, 1976). Un miscuglio di forme e oggetti in-disturbato, visionario ma in apparenza casuale. Eppure, basta osservare un attimo di più i lavori, e risulta semplice, quasi naturale, distinguere -sempre- una sottile fretta irruente che cortocircuita la monotonia della composizione figurativa.

Questa alternanza visibile tra omogeneità e straniamento produce fra le tele un’energia tiepida, piacevole, termine questo che, si spera, possa esser speso senza pretese assolute. Sembra che lupi a spasso in città, uomini con teste di cavallo o lattine giganti stese vicino a cerbiatti siano, per un distratto automatismo ottico, diventati un linguaggio. Una lingua a metà tra il tedesco e l’americano. Un vizio di forma che vive di fantasmagorie. Un codice per la lettura che pesca dal serbatoio di un’infanzia tipica americana. Una storia inondata di sicurezze e protezioni. E poco importa che le frequenti applicazioni siano collages scritti, stampati su etichette di prodotti, oppure intagliati in giganti nuvole appese a corde. Quel che più lascia sbalordito è questo gigantesco mondo muto che si mostra nudo. Questa cortina compatta che recupera un’idea di unità e di sheltering, proprio là, nel difficile luogo della memoria. In quella palude di sabbia che torna a galla portando con sé tutto eccetto i colori forti e vivi di quando si è stati bambini.

E forse è questo l’effetto che si deve avere davanti a un progetto come The Gartenhaus. Quel giardino segreto dove esterno e interno e ancora esterno si sfoderano in continuazione, tra uccelli che non hanno a casa e businessmen con nuvole al posto della testa.

ginevra bria
mostra visitata il 31 maggio 2007


dal 31 maggio al 15 settembre 2007 – Hannah Dougherty
Studio D’Arte Cannaviello, Via Stoppani 15 – 20129 Milano
Zona Corso Buenos Aires – Orari d’apertura: martedì- sabato: 10.30-19.30, chiuso lunedì – ingresso libero – Per info: +39 022040428 (tel), +39 0220404645 (fax) info@cannaviello.netwww.cannaviello.net


[exibart]

Articoli recenti

  • Mercato

Collezionisti in Costa Azzurra: è tutto dalla decima edizione di Art Monte-Carlo

Con 26 gallerie internazionali, la fiera boutique ha festeggiato il decimo anniversario. Tra nomi storici, new entries e la nuovissima…

3 Maggio 2026 20:00
  • Mostre

Le mostre da non perdere a maggio: speciale Venezia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, a Venezia: ecco la nostra selezione…

3 Maggio 2026 16:55
  • Arte contemporanea

La luce protagonista della decima edizione di PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea

Un percorso diffuso tra mostre e installazioni che attraversa la città e mette al centro nuove forme di espressione artistica,…

3 Maggio 2026 16:00
  • Musei

Ayato Takemoto racconta i musei di Kyoto, dove la cultura incontra la natura

Ayato Takemoto è Deputy Director del Fukuda Art Museum e del SAMAC di Kyoto, due musei in cui le collezioni…

3 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Other Identity #202, altre forme di identità culturali e pubbliche: Loredana Denicola

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

3 Maggio 2026 9:30
  • Musei

Un’emersione identitaria: il MUSE presenta il Piano Strategico 2026-2028

Non un semplice documento di programmazione, ma una presa di posizione sul ruolo contemporaneo dell’istituzione museale. Con il primo Piano…

3 Maggio 2026 0:59