Categorie: milano

fino al 15.V.2010 | Alicja Kwade | Milano, Peep-Hole

di - 26 Aprile 2010
Primo appuntamento per il ciclo Six Way sto Sunday per Peep-Hole, progetto a cadenza
annuale che coinvolge istituzioni museali nella realizzazione di mostre e
progetti, diventandone “project room dislocata” per un certo periodo. In questo
caso, con la mostra di Alicja Kwade (Katovice, 1979; vive a Berlino), la sua prima personale
in Italia, il partner chiamato in causa è il Museion di Bolzano.
Attraverso lo spioncino, lo spettatore è invitato a
osservare un’unica grande installazione, Broken Away from Common Standpoints, del tutto inedita, soprattutto
se comparata ai trascorsi dell’artista. Torna, infatti, a essere protagonista
la figura umana, grande assente nelle opere di Kwade, qui replicata
all’infinito e rappresentata da decine di porcellane, ciascuna proveniente da
culture differenti, epoche lontane, stili eterogenei. Oggetti di raffinata
fattura incontrano prodotti di scarso interesse, di poco valore. Soggetti
aristocratici, ninfe, dee si accompagnano a ballerine, statuette povere, figlie
della tradizione popolare.
La loro diversità, tuttavia, si perde nella visione
complessiva dell’impianto. Lo sguardo è sedotto dalle curve dei loro corpi e
dalla policromia che li avvolge, ma soprattutto è intento a osservare lo
slancio rituale della danza in cui sono tutte coinvolte, con le braccia che
tendono verso l’alto e gli occhi – disegnati dall’artista – che guardano al
cielo.

In un momento di profonde fratture, di ostilità verso
l’altro, di grande introversione anche nelle culture più civili, lo spettacolo
dell’umanità, in tutta la sua bellezza e complessità, si mette in mostra
nell’opera di Kwade. Le statuine diventano così il simbolo di un mondo in
continua trasformazione, attraversato da profonde nevrosi, ma anche
affascinante e seducente, cornice di storie remote o recenti, che giungono da
ogni dove e che offrono nuovi, possibili incontri con la vita.
È quest’ultima, infatti, il filo conduttore dell’intero
progetto, sviluppato con una chiave spirituale che non può non far pensare,
nelle forme, nel moto ascensionale, nella carica erotica diffusa, all’estasi di
Santa Teresa d’Avila di Gian Lorenzo Bernini. Che questa si riveli nel
presente, o nelle memorie del passato, non conta. Lo scorrere del tempo è
un’ulteriore manifestazione dell’esistenza e delle sue coinvolgenti, infinite,
implicazioni.

L’accezione metafisica dell’opera della giovane artista
polacca è accentuata dai suoi specchi prossimi a sciogliersi (Vom
zukünftigem Hintergrund unter anderer Bedingung betrachtend
, 2010) che completano
l’installazione come persistenze della memoria contemporanee, alterando il
senso dei corpi in movimento, sublimandolo nel flusso infinito dell’esistenza.
Tutto scorre: le lancette, l’immagine liquida delle
figurette allo specchio, le idee dell’uomo, i suoi progetti, le pagine del suo
libro.


articoli correlati

La
precedente mostra da Peep-Hole

L’arte
dallo spioncino

Il
progetto Six Ways of Sunday

santa nastro
mostra visitata il 27 marzo 2010


dal 24 marzo al 15 maggio 2010
Six Ways to
Sunday – Alicja Kwade

Peep-Hole

Via Panfilo
Castaldi, 33 (zona Porta Venezia) – 20124 Milano

Orario: da
martedì a sabato ore 15-19

Ingresso
libero

Info: mob. +39
3385694112;
info@peep-hole.org; www.peep-hole.org

[exibart]

Visualizza commenti

  • Una buona idea. E' pensabile ridurre tutto a buone idee? Gli artisti come cacciatori di idee? L'80% (forse più) di artisti giovani, ma anche meno giovani, avrebbe potuto pensare questa "buona idea". Si percepisce troppo chiaramente un' unica attitudine standard. La vaga definizione di un immaginario non è sufficiente se immersa nel bombardamento, nella sovraproduzione e nella saturazione di contenuti standard. Neanche all'estero stanno meglio, guardate un'artista sempre del '79:

    http://www.contemporaryartdaily.com/2010/04/ida-ekblad-at-giti-nourbakhsch/

    Come non vedere rigurgiti semplicemente dada? Mi rendo conto che la galleria deve proporre un prodotto. Ma forse la definizione di prodotto può essere modificata. Sembra che la realtà sia quasi più veloce dell'arte, a volte.

Articoli recenti

  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30