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Fino al 16.VII.2016 | Exhibition of the Year | t-space, Milano

di - 8 Luglio 2016
Exhibition of the Year 2016 è l’ultima mostra della stagione espositiva di T-space, un nuovo giovane spazio indipendente di Milano.
I tre artisti Lorenzo Kamerlengo, Luca Loreti e Alessandro Moroni insieme alla curatrice della mostra Alberta Romano hanno impostato  la mostra partire da una riflessione inerente a un articolo pubblicato il 22 febbraio 2016 dal Loki Design Studio di Montréal, che informa sulla scelta del colore dell’anno della Pantone, azienda multinazionale americana che annualmente seleziona un colore al fine di indirizzare e comprendere mode e necessità. Quest’anno, per la prima volta, sono stati scelti due colori anziché uno: il Rosa Quarzo e l’Azzurro Serenity. Le motivazioni sono legate alla volontà di Pantone di augurare al 2016 di essere l’anno della parità di genere e di volere infondere un senso di tranquillità e benessere. Le riflessioni portate avanti dagli artisti e dalla curatrice sono in dialogo tra loro, anche se presentano sostanziali differenze, lasciando emergere degli spunti e delle problematiche irrisolte che oscillano tra le questioni inerenti al kitsh, all’estetica dell’accelerazionismo, al movimento Vaporwave e al sistema capitalistico.
Alberta Romano apre la mostra attraverso la presentazione di due video: da una parte vi è, come se fosse un ironico manifesto della mostra, il video promozionale della Pantone “The Pantone Color of the Year for 2016 is Rose Quartz & Serenity”; mentre dall’altro lato è possibile vedere un videoclip della nota pop star Rihanna. Questa scelta va letta all’interno della riflessione promossa dalla curatrice nel mostrare in modo estremamente diretto come le politiche aziendali di diversi settori riescano, in modo anche sfrontato e spesso fuori luogo, ad appropriarsi di simboli e stilemi della cultura underground, sottolineando la confusione estetica e contenutistica voluta da una società ingorda che macina e digerisce in modo estremamente veloce qualsiasi tipo di informazione.

Luca Loreti dipinge di rosa e di azzurro la parete centrale della sala appropriandosi dell’immagine della nota xilografia di Hokusai rappresentante il monte Fuji, in una nuova e sintetica rappresentazione fatta da gesti semplici e sommari. A fare da pendant al “murales” si fronteggiano Lick e Rock: due  grandi sagome di robot molto vicine all’estetica giapponese, così come la moltitudine di adesivi, raffiguranti delle scene porno manga, disposti in tutta la sala.
Anche Alessandro Moroni mette in relazione più elementi attraverso la presentazione di due opere. In primis, assembla in una campionatura due sequenze audio sintetizzate: due tracce indipendenti che dovrebbero ricordare la medesima polarità dei due colori dell’anno. Il suono in loop pervade lo spazio rendendo a poco a poco l’atmosfera sempre più soffocante e claustrofobica. Il secondo intervento, al contrario è molto delicato: un elemento che a stento si nota e che riesce in modo armonico a sovrapporsi agli altri lavori in mostra. L’artista colora infatti una canalina in plastica presente lungo tutto il perimetro della sala di verde, ovvero il colore che Pantone ritiene abbinabile alla scelta cromatica di quest’anno.
L’ultimo lavoro è di Lorenzo Kamerlengo che, facendo riferimento a un dispositivo che ricorda le composizioni fatte dall’artista Steinbach, espone su una mensola oggetti estremamente comuni e di largo consumo quali fragole, zucchine, penne e corn flakes. Alcuni di questi elementi sono stati colorati con della vernice spray, anch’essa esposta sulla mensola, con i colori dell’anno selezionati da Pantone.  L’artista ha inoltre sparpagliato sul pavimento delle grosse manciate di cereali colorati, affinché questi siano calpestati da ogni fruitore della mostra. Questo lavoro più di tutti gli altri lavori riesce a prendere una posizione netta e chiara in merito all’argomento trattato: l’oggetto di consumo che per la maggior parte delle volte è presentato come un prodotto piacevole mostra la sua faccia di Giano, rendendo quasi impossibile non avvertire il fastidio che si ha nel calpestarlo.
Simona Squadrito
mostra visitata il 30 giugno
Dal 14 giugno al 16 luglio 2016
Exhibition of the year 2016
t-space
via Bolama, 2, 20126 Milano
Info: info@t-space.it, www.t-space.it

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