Il Cenacolo vinciano è uno dei pochi, reali, punti di svolta della cultura artistica occidentale; poche imprese pittoriche hanno avuto lo stesso impatto, la medesima forza travolgente che hanno stravolto e modificato l’impostazione iconologica medievale, influenzando la produzione futura sino ai nostri giorni. In particolare, appaiono tre i piani su cui l’opera leonardesca ha agito sulle generazioni future: il piano iconografico-iconologico, quello formale ed infine quello fisiognomico.
L’altro aspetto capitale curato dalla mostra è l’apporto fisiognomico e formale che la lezione leonardesca impartì, soprattutto ai pittori del Cinquecento lombardo veneto. “Aveva veduto Giorgione alcune cose di mano di Lionardo, molto fumeggiate e cacciate, come si è detto, terribilmente di scuro e gli piacerono molto” : bastano infatti solo queste poche parole di Giorgio Vasari per capire quanta importanza ebbe Leonardo da Vinci nello sviluppo della pittura tonale del cinquecento veneziano. L’ultimo aspetto che sottolineo, per ragioni di spazio, è quello psicologico, in particolare la capacità unica di riuscire ad esprimere nei volti e nella posa dei personaggi i loro “moti dell’anima”; una caratteristica che diverrà un filo conduttore per tutta la produzione, soprattutto lombarda, e che ha nel Ragazzo morso da un ramarro del Caravaggio, uno degli esempi più alti e significativi.
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Luca Scalco
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Bella mostra ma di Leonardo niente? Solo il nome? SI !
ottima carrellata di immagini.