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Fino al 17.VI.2001 | Il Genio e le Passioni. | Milano, Palazzo Reale

di - 17 Aprile 2001

Il Cenacolo vinciano è uno dei pochi, reali, punti di svolta della cultura artistica occidentale; poche imprese pittoriche hanno avuto lo stesso impatto, la medesima forza travolgente che hanno stravolto e modificato l’impostazione iconologica medievale, influenzando la produzione futura sino ai nostri giorni. In particolare, appaiono tre i piani su cui l’opera leonardesca ha agito sulle generazioni future: il piano iconografico-iconologico, quello formale ed infine quello fisiognomico. L’impostazione frontale della tavola del Cristo, di schietta derivazione fiorentina (si ricordino gli esempi di Andrea del Castagno e del Ghirlandaio), ripresa, in maniera del tutto originale da Leonardo, sostituirà definitivamente le tradizionali impostazioni circolari medievale, mentre la resa psicologica dei personaggi e il celeberrimo sfumato diverranno dei topos, su cui i pittori futuri si confronteranno spesso. Partendo da queste premesse, Pietro Marani ha organizzato, nelle sale di Palazzo Reale, un affascinante percorso che illustra compiutamente come il Cenacolo vinciano sia divenuto un punto di arrivo e, nello stesso tempo, un fecondo punto di partenza della produzione artistica rinascimentale. La serie di opere medievali testimoniano della grande varietà di temi iconografici legati all’Ultima Cena ed in particolare la posizione centrale dell’altro, vero protagonista dell’evento evangelico, Giuda Iscariota: straordinaria, per qualità formale, appare la formella dipinta da Taddeo Gaddi per un mobile della Sagrestia di Santa Croce, vero capolavoro della tarda stagione giottesca. Altrettanto preziosa è la tavoletta di squisita matrice cimabuesca (tra l’altro del tutto simile, nell’impostazione, alla tavola recentemente scovata in Inghilterra e definitivamente attribuita al grande maestro fiorentino), che dimostra come, ancora nel tardo XIII secolo, l’influenza bizantina fosse molto forte. Dunque Leonardo appare davvero un eccezionale spartiacque: la serie di disegni di Leonardo esposti sono l’ennesima dimostrazione di come il capolavoro del refettorio delle Grazie fosse in realtà un lungo progetto di introspezione psicologica e filosofica, vera summa del pensiero umanista italiano. In questo contesto, appare di grande importanza l’esposizione della famosa copia del Giampietrino, oggi alla Royal Academy, prezioso strumento per comprendere quanti fossero i particolari minuziosamente descritti da Leonardo, oggi in gran parte perduti, e anche quanto grande fosse la conoscenza della coeva pittura fiamminga del genio fiorentino.
L’altro aspetto capitale curato dalla mostra è l’apporto fisiognomico e formale che la lezione leonardesca impartì, soprattutto ai pittori del Cinquecento lombardo veneto. “Aveva veduto Giorgione alcune cose di mano di Lionardo, molto fumeggiate e cacciate, come si è detto, terribilmente di scuro e gli piacerono molto” : bastano infatti solo queste poche parole di Giorgio Vasari per capire quanta importanza ebbe Leonardo da Vinci nello sviluppo della pittura tonale del cinquecento veneziano. L’ultimo aspetto che sottolineo, per ragioni di spazio, è quello psicologico, in particolare la capacità unica di riuscire ad esprimere nei volti e nella posa dei personaggi i loro “moti dell’anima”; una caratteristica che diverrà un filo conduttore per tutta la produzione, soprattutto lombarda, e che ha nel Ragazzo morso da un ramarro del Caravaggio, uno degli esempi più alti e significativi.

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Link correlati:
www.artificioskira.it
www.comune.milano.it


Luca Scalco


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Fino al 17 giugno 2001.
Il genio e le passioni. Leonardo e il Cenacolo: precedenti, innovazioni riflessi di un capolavoro.
Milano, Palazzo Reale.
Orari: tutti i giorni 9.30-20.00 giovedì 9..30-23.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Prezzi: intero £ 15.000, Gruppi (min. 15 pers.) £ 12.000, Ridotto £ 10.000, Scuole (min. 20 studenti, max. 25) £ 6.000, gratuito per bambini fino 6 anni.
Informazione mostra e prevendita: tel. 800.11.22.11. Prenotazione gruppi e scuole: Ardea tel. 02 43.91.11.19 (anche per visite guidate).


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