Categorie: milano

fino al 18.IV.2006 | Sophia Schama | Milano , Studio Cannaviello

di - 3 Aprile 2006

Luoghi selvaggi e incontaminati, in cui la presenza dell’uomo è indesiderata. Intrecci ingarbugliati di fogliame. Labirinti. Atmosfere sottomarine psichedeliche. Scimmiette dalle espressioni antropomorfe…Sophia Schama, di origini bulgare, ma reduce da recenti studi d’arte a Dresda, dove ha potuto approfondire lo studio di una grande tradizione pittorica, costruisce immagini impietose, claustrofobiche. In cui l’occhio dello spettatore si perde alla ricerca di un punto di fuga inesistente. Nel tentativo di individuare, all’interno dello spazio del quadro, un possibile ancoraggio. Oppure l’orizzonte. Poiché il riferimento all’elemento naturale resta esplicito solo in alcune tele di ampie dimensioni nelle quali grossi squali, persi nelle profondità degli abissi più neri, campeggiano in primo piano.
La tavolozza dell’artista, irrispettosa delle regole della verosimiglianza, e la tecnica di stesura del colore ad olio, a campiture piatte –in cui è il rapporto luce/ombra, ottenuto con velature iridescenti, a dare l’impressione del volume nelle figure- creano visioni ambigue. Fino al progressivo annullamento degli schemi compositivi tradizionali e di qualsivoglia aggancio con la realtà. Che si perde completamente nelle opere successive, in cui ogni referente viene abbandonato in favore di astrazioni estreme ottenute appiattendo fino al geometrismo assoluto grovigli fitomorfici, che da rappresentazione di un paesaggio seppur fantastico ed onirico, diventano matasse indefinite di linee, in cui il colore rimane l’unico contatto con l’immagine di partenza. Tuttavia le trame di Sophia Schama non negano il paesaggio. Lo nascondono. Dal fondo delle sue creazioni macchinose sembra emergere la luce. Quella che si scorgerebbe abbattendo le sue giungle a colpi di machete, fino alla liberazione dalla maglia complicatissima delle nature matrigne ed impossibili che la pittrice va ad intrecciare. Ci si dà così alla ricerca esasperata del punto di rottura. L’anello mancante, oltre il quale, come scriveva Eugenio Montale, si staglia la verità, la quintessenza della vita. Fatta di lotte aspre e certezze inaccettabili. Così i paesaggi della Shama, i suoi gangli contorti e seducenti, s’avviluppano in spire morbose attorno alla percezione delle cose. Non sono idea platonica degli esseri che descrivono, né rappresentazioni fantascientifiche di mondi possibili, bensì immagine lussureggiante di un landscape mentale, di uno stato d’animo circostanziato. Parlano di morte. Di angoscia. Ricordano gli incubi notturni del Doganiere Rosseau, ma compiono il passo successivo, alla ricerca di una sistematicità testarda, quasi calvinista, nella stilizzazione delle forme. Che tuttavia non è sufficiente a congelare l’eccessiva espressività delle sue narrazioni esistenziali. Confinate nello stato lunare e misterioso della propria disperata solitudine.

santa nastro
mostra visitata il 9 marzo 2006


dal 7.03 al 18.04.2006 – Sophia Schama
Studio d’arte Cannaviello, Via Stoppani, 15 – Milano (MM Porta Venezia)
tel 02 20240428 – fax 02 20404645 – www.cannaviello.net    
cannaviello@interfree.it – Orari: da martedi’ a sabato 10.30 – 19.30

[exibart]

Articoli recenti

  • Fotografia

Exposed Torino 2026, un fine settimana alla scoperta della fotografia diffusa in città

EXPOSED Torino attraversa la città all'insegna della fotografia, tra musei e gallerie, intrecciandosi con gli appuntamenti di The Phair Photo…

23 Maggio 2026 11:30
  • Danza

In the brain di Hofesh Shechter: l’energia della danza che colpisce sempre

Con In the brain, Hofesh Shechter torna a travolgere il pubblico con una danza fisica, ipnotica e attraversata da energia…

23 Maggio 2026 10:30
  • Design

Le cose belle nascono dalla contaminazione: intervista ad Antonio Marras, esploratore della materia

Cemento, metallo, ceramica, tessuti, Antonio Marras ci racconta il suo rapporto con i materiali, in un viaggio creativo tra contaminazioni,…

23 Maggio 2026 9:30
  • Beni culturali

Fondazione Querini Stampalia lancia il voto collettivo per salvare il Giardino di Carlo Scarpa

Inserito tra i quattro finalisti della seconda edizione del contest #Volotea4Veneto, lo storico Giardino di Carlo Scarpa, a Venezia, si…

22 Maggio 2026 17:00
  • Mostre

Le geografie frammentate di Som Supaparinya al Museion

Fino al 14 giugno, al Museion di Bolzano, è in programma "Mo num en ts", il film dell’artista thailandese Som…

22 Maggio 2026 16:48
  • Mostre

Quella di Gaza è una storia millenaria. E a Torino vanno in mostra i reperti archeologici salvati dalla distruzione

Molto più che una mostra: Fondazione Merz di Torino ospita un progetto internazionale che parla di memoria e identità. E…

22 Maggio 2026 16:00