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fino al 18.VI.2006 | Roberta Silva – Cover | Milano, Francesca Kaufmann

di - 8 Giugno 2006

Un qualsiasi corpo spostato nello spazio vibra ed emette un suono, anche se non sempre percepibile ad “orecchio nudo”. Quando un oggetto attraversa l’aria, produce uno sfregamento, un’onda che altera le condizioni iniziali di stasi silenziosa. Il moto diventa quindi una sorta di perturbazione che trasmette ad ogni particella, ad ogni frammento, il dono della voce. In questo modo si creano le condizioni puntuali perchè ogni cosa emetta un proprio, indistinguibile, richiamo. Viene da chiedersi se Roberta Silva (Milano 1978) non abbia intuito anche che ogni corpo, fuori dal proprio spazio di partenza, possa produrre una luce. Una sorta di coda luminosa, a metà tra l’aura e una cometa.
Così, l’artista sceglie un suo amico musicista, dal cognome misterioso, Cover, e decide di fare un esperimento con son et lumiére. Durante la performance in galleria si oscurano le luci e si lascia che il batterista, un personaggio dal passato violento e dallo spirito burrascoso, improvvisi ritmiche da assoluto protagonista. Un ruolo difficile, dato che in un gruppo musicale il ritmo suole accompagnare la melodia. Un ruolo quasi impossibile, se, inoltre, si aggiunge il fatto che al buio Mr Cover è coperto, giochi di parole a parte, oscurato. La sola certezza della sua esistenza fisica è la luce delle bacchette che, assieme al suono, fa da segnale. Il video che filma la performance è un vero pout porri rocambolesco di suoni e frastuoni. Ma quello che più stupisce è che sembra di assistere ad una lotta. Perché ad ogni colpo corrisponde un’oscillazione, un sobbalzo o un’esitazione, tutti accompagnati da rapidi, a tratti lattei, fasci di luce.
A vedere tutto quel nero, forato dalle scie fluorescenti delle bacchette, sembra di essere di fronte all’oceano notturno.
Esistono delle aree, in Polinesia in particolare, dove le particelle di plancton e necton rimangono illuminate, distribuendo pigmenti metallescenti sulla superficie dei flutti. Questo effetto visivo non è poi così completamente assente dai battiti martellanti e senza sosta di Cover. La Silva riesce così a delineare, proprio come sulla superficie dell’oceano, l’onda visiva che prende e precede il suono.
Da notare, inoltre, sono anche i materiali utilizzati per presentare le bacchette. Fuse in coppia, infatti, con materiali plastici fluorescenti, vengono poi inserite nella loro custodia studiata su misura. La teca che le contiene assomiglia ad una sorta di portagioielli, una scatola a forma di parallelepipedo, collegata da una resistenza elettrica, che al suo interno propaga la luce utile a ricaricare il materiale luminescente per farlo durare otto minuti in completa autonomia.

ginevra bria
mostra visitata il 30 maggio 2006


fino al 18.VI.2006 – Roberta Silva – Cover
Galleria Francesca Kaufmann, Via dell’orso 16, 20121 Milano – Orari d’apertura: dal martedì alla sabato, dalle 15.00 alle 19.00 – ingresso libero
Per info: telefono 02.72094331, info@galleriafrancescakaufmann.com
www.galleriafrancescakaufmann.com


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  • ma è una recensione questa? sembra il tema di un bambino di terza elementare scritto al ritorno da disneyworld...ma almeno te lo hanno dato lo zucchero filato?

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