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fino al 2.V.2010 | Fotografia astratta | Cinisello Balsamo (mi), MuFoCo

di - 16 Febbraio 2010
Figlie dell’interesse di Man Ray per il potenziale creativo del
rayogramma e
dei suggerimenti di MoholyNagy sulle velleità “pittoriche” del fotogramma, le tendenze
astrattiste in fotografia sembrano radicarsi proprio nell’infanzia del mezzo,
tra le immagini idealizzate delle origini e gli “oggetti melancolici” del
surrealismo. Nel percorso storico proposto dal Museo di Fotografia
Contemporanea l’astrazione appare paradossalmente come la migliore asserzione
della vita, che distaccandosi dai soggetti lirici cerca di suscitare
direttamente una risposta dalle cose.
Le sperimentazioni fotografiche raccolte in mostra si
nutrono delle parallele indagini della “poetica della materia”, cercando di
sventare il pregiudizio che la fotografia sia più realistica di altre tecniche
artistiche. Testimonianza eloquente è la serie giovanile di Olivo Barbieri
che lavora sul potenziale della macchia – ispirato al surrealismo letterario –
coniugandolo alla tecnica scultorea della brûlure, i cui effetti di colatura e
fusione avvicinano le pellicole all’estetica delle Plastiche di Burri.
L’astrattismo fotografico del Novecento si mette a
latere
del
paradigma mimetico e inizia a guardare attentamente l’oggetto comune per far
emergere da esso un “altro” oggetto, scoprendo nella banalità più di quanto si
immagini. In questa prospettiva, gli scatti di Franco Fontana operano una riduzione dei paesaggi al loro “grado zero”,
mettendo a frutto la forza del taglio fotografico per estrarre dalla natura la
sua struttura geometrica e la sua cromia naïve. Immancabile Mario Giacomelli che, in stampe dall’apparenza tipografica, sottopone il
paeaggio rurale coltivato, sempre agguantato dall’altro, a uno sguardo
analitico e matematizzante.
Fuori dalla retorica del fotografico, l’astrazione
edifica, grazie ad azioni trasformative e a nuove identificazioni, delle architetture
istantanee che corrispondono a una liberazione dell’inconscio dell’immagine e
all’inaugurazione di un nuovo ethos per la fotografia. A trarne giovamento è la ricerca
formale: oltre alla difrazione delle forme naturali di Paolo Monti e alle registrazioni cromogeniche delle trasparenze di ombre-oggetto
di Luigi Veronesi, la mostra propone le immagini selettive di Aaron Siskind, le cui formes trouvées, dalle superfici friabili e
crepuscolari, vengono scandite da un procedimento ritmico.
La rapsodia dell’astrazione fotografica costituisce una
serie divergente nel procedere storico della fine photography: segue un’iperbole autonoma che,
dall’analogico al digitale, cerca di incamerare le suggestioni del formalismo,
dell’action e
del color field painting americani (le rothkiane trasposizioni fotografiche di Silvio Wolf) o degli italiani studi matrici, costruendosi
contemporaneamente una storia parallela alla grafica e alla “nuova tipografia”
di cui registra le evoluzioni (i chimigrammi e i pirogrammi di Nino Migliori).

Nel tentativo di annullare l’aspetto “meccanico” e
puramente riproduttivo della fotografia, l’astrazione arriva a conoscere così
bene il proprio medium che inizia a forzarlo, pur attenendosi perfettamente
alle sue regole.

simone frangi
mostra visitata il 14 novembre 2009


dal 14 novembre 2009 al 2 maggio 2010
Fotografia
astratta. Dalle avanguardie al digitale
a cura di Arianna Bianchi e Roberta
Valtorta
Museo di Fotografia Contemporanea – Villa
Ghirlanda
Via Frova, 10 – 20092 Cinisello Balsamo (MI)
Orario: da mercoledì a venerdì ore 15-19; sabato e domenica ore 11-19
Ingresso libero
Catalogo Marsilio
Info: tel. +39 026605661; fax +39 026181201; info@museofotografiacontemporanea.org;
www.museofotografiacontemporanea.org

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