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fino al 2.VII.2010 | Emilio Chapela Perez | Milano, Galica

di - 15 Giugno 2010
Il fattore monocromatico è diventato una componente
fondamentale per contraddistinguere una certa accezione radicale, all’interno
dei movimenti avanguardisti nell’arte visuale del XX e del XXI secolo. Pittori,
scultori, videoartisti e persino performer hanno sperimentato ogni singolo
colore fino al suo opposto, esaminando il valore dei suoi cambiamenti a seconda
delle superfici investite, delle texture, delle composizioni e delle sfumature
che lo restituivano ai diversi spettri luminosi.

Fra suprematismi e costruttivismi, autori quali Malevic, Kelly, Martin, Ryman, Marden, Stella, McCraken, McCollum, Truitt e (per quanto riguarda l’Europa) Klein hanno riflesso ad ampio raggio la
gamma silenziosa delle emozioni, deducendone concetti, significati e codici
totali. Dalla nettezza geometrica alla veridicità dell’espressionismo, la
determinante postura monocromatica risulta, ancora oggi, capace di educare
parte della proposta contemporanea, passando a nuova vita nei lavori di giovani
artisti. E nei loro retaggi di comunicatori diretti.

By language the communication to guarantee is which is higher used
by the system between by animal and one is more computer, but that one no
communication will be which not limited
”: nel 2007 Emilio Chapela Perez (Città del Messico, 1978) scrisse questa frase come incipit
di un progetto allestitivo dal titolo Langage
. L’anno seguente, inaspettatamente, Chapela Perez ha vinto
il premio come miglior artista emergente messicano. Da quel momento in avanti
la sua chiara matrice formale di stampo minimale ha collezionato sempre più
presenze, arrivando negli spazi di fiere ed eventi internazionali.


Il suo metodo di registrazione cromatica si basa su
diversi criteri di analisi, che vanno dall’individuazione di denominatori
comuni quali possono essere un marchio, una provenienza, una qualità o un gusto
particolare, fino all’analisi di mercato legata alle preferenze delle diverse
fasce di consumatori. Con Made In Italy
, sua prima personale milanese,
infatti, le opere esposte fanno riferimento alla retorica dell’eccellenza
produttiva italiana, traslitterata attraverso la scomposizione cromatica di
alcuni brand e prodotti italiani più noti, riconosciuti e, perché no,
apprezzati nel mondo.

Negli antri candidi della Galleria Galica, il messicano
campiona attraverso i colori un linguaggio concettuale che lega le scienze
matematiche e sociologiche al mondo dell’astrazione e della catalogazione. Tra Logo
Paintings
(carotaggi cromo-geometrici di alcuni loghi commerciali) e Long
Tail

(foto di primi-piano di 64 differenti varietà di olio d’oliva e alcuni fra i
più importanti vini rossi prodotti in Italia), Chapela Perez svela un approccio
ludico, sistematico e scientifico attraverso la pratica pittorica, il colore e
la sua disposizione sulla tela.

È da sapere inoltre che, nelle opere della
prima serie, il logo di riferimento, prima di essere trasposto in riquadri di
piccole e medie dimensioni, è stato il frutto di una scomposizione matematica,
attivata grazie a diversi calcoli percentuali di saturazione di ciascuna componente
cromatica.


ginevra bria

mostra visitata il 3 giugno 2010


dal 6 maggio al 2 luglio 2010
Emilio Chapela
Perez –
Made in Italy
Galica Artecontemporanea

Viale Bligny,
41 (zona Porta Vigentina) – 20136 Milano

Orario: da
martedì a venerdì ore 10-13 e 15-19; sabato ore 14-19

Ingresso
libero

Info: tel. +39
0258430760; fax +39 0258434077;
mail@galica.it; www.galica.it


[exibart]

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