La fondazione del collezionista Davide Halevim opererà su più livelli: graduale trasferimento della collezione privata alla fondazione; mostre temporanee con acquisizione di alcune opere; produzione di mostre di artisti emergenti.
Il primo anno sarà votato al tema della “donna” e la prima mostra è una collettiva di cinque artiste internazionali. Il fil rouge che il curatore Edoardo Gnemmi ha individuato per selezionare fra la produzione delle artiste è la “narratività” e il titolo (ripreso da una serie di Sam Taylor-Wood) si riferisce alla possibilità da parte dello spettatore di immaginare una trama sulla scia dell’iniziale impatto visivo delle foto.
La mostra si apre con un’artista ‘di grido’ come Tracey Moffatt (Brisbane, Australia, 1960), della quale viene proposto il polittico Something more del 1989: le nove fotografie delineano effettivamente una trama, ma poco intelligibile nel suo insieme; la serie di eventi tragici, quotidiani, di gesti d’affetto si risolve in un insieme di suggestioni che comunque rimanda alle origini dell’artista di aborigena adottata da una famiglia
L’ultima sala ospita un primo assaggio di opere della collezione Halevim: foto di artiste come, fra le altre, Nan Goldin, Cindy Sherman, Shirin Neshat e Mariko Mori. Nel primo anno di attività della fondazione seguiranno le personali di un’artista americana e di una italiana (non ancora svelate).
Vista la qualità degli spazi, ampi ed eleganti, e i programmi stimolanti si potrebbe adottare il titolo della mostra anche come augurio per questo nuovo spazio espositivo.
articoli correlati
Liza May Post alla Biennale 2001
Form follows fiction-collettiva con Adler e Gaskell
link correlati
Anna Gaskell a Rivoli
Amy Adler fotografa Leonardo Di Caprio
stefano castelli
mostra visitata il 20 novembre 2003
Direttore del MUSE fino al 2024 e protagonista della sua nascita insieme a Renzo Piano, Lanzinger è stato una delle…
Tra metamorfosi del corpo e iconografie del desiderio, la mostra romana, visitabile fino al 31 luglio 2026, indaga l’immaginario surrealista…
L’EMMA – Espoo Museum of Modern Art ridefinisce il ruolo dell’istituzione museale con un programma di sostegno economico e curatoriale…
Dal progetto del celebre youtuber Kane Parsons, un viaggio attraverso i non-luoghi, tra stanze infinite ed esperienze senza tempo: Backrooms…
Le recenti aste newyorkesi diventano il punto di partenza per leggere presenza istituzionale, visibilità fieristica e sviluppo della carriera di…
In occasione della mostra Rebel, Kian McHugh ci racconta la nascita della piattaforma The Kollection e il ruolo dell’arte nel…