Il film di Georges Méliès, Voyage sur la lune (1902), uno dei capolavori del fondatore del cinema di fantascienza, era liberamente ispirato al libro di Jules Verne: astronauti atterrano sulla Luna e si scontrano con i bellicosi seleniti, vengono imprigionati e riescono a fuggire; tornano sulla Terra ma un selenita è rimasto intrappolato sulla loro navicella.
Gabriele Di Matteo sta realizzando un sequel del famoso film, riprendendo una narrazione interrotta solo provvisoriamente e prolungando l’immaginazione alla base
Con questa mostra Di Matteo prosegue il suo complesso discorso artistico strutturato su più dimensioni, ragionando su personaggi del mondo reale -si veda il lavoro su Arafat, 1996, quello su Borges, 1998, o quello sulle immagini di personaggi storici tratte dai sussidiari scolastici, La nuda umanità, 200 – ma anche attingendo ai mondi possibili, praticando una serie di tagli e innesti visivi che danno una forte impressione di “opera aperta”.
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