Categorie: milano

fino al 22.XII.2008 | Rashid Johnson | Milano, annarumma404

di - 3 Dicembre 2008
Non si tratta più di rimettere insieme i frammenti di un’identità infranta, come nella serie di oggetti distrutti e ricomposti in modo più o meno precario nelle sue ultime apparizioni italiane. Gli ultimi lavori di Rashid Johnson (Chicago, 1977; vive a New York) rimescolano frammenti disparati appartenenti alla cultura afroamericana, ma il risultato è qualcosa di più stabile, in grado di tenere insieme l’animismo e la fantascienza, manufatti africani del XIX secolo e dischi cult della musica nera anni ‘70.
Al centro della mostra, al di sopra di The Conference of African Spacemen, una sorta di altare formato da una pila di libri con tanto d’incensi e candele, su una base ricoperta di cera nera, spicca un doppio autoritratto speculare in cui l’artista impersona uno degli affiliati di un’immaginaria società segreta di intellettuali afroamericani: la New Negro Escapist Social and Athletic Club Center for Graduate Studies. I personaggi di questa società, che ritornano più volte nei lavori fotografici di Johnson, s’ispirano ai reali protagonisti del movimento dei diritti civili, ma partecipano di una sorta di mitopoiesi postmoderna, che trasfigura riferimenti colti del passato in una cornice sospesa tra eroico e ironico.
Allo stesso modo, Black Moses ed Earth Tour trasformano in icone alcuni album cult del funky anni ‘70, immergendoli in un’atmosfera spirituale. La copertina dell’album Black Moses è posta al centro di una nicchia romboidale ricoperta di cera nera, con mensole che reggono candelabri e contenitori di bastoncini d’incenso. Quella di Live P. Funk Earth Tour è ancorata al centro di uno specchio da un asse di legno sporcato da vernice dorata. Questa ricombinazione di manufatti africani, atmosfere misticheggianti e musica nera, più che insistere sull’emarginazione e le lotte di emancipazione ricompone gli elementi della cultura afroamericana.

L’intensa atmosfera spirituale che avvolge questi lavori celebra l’anima nera, ribadendo come il presente della generazione post-black, successiva al movimento dei diritti civili, abbia bisogno di una ridefinizione di radici e identità, da rimescolare e per certi versi alleggerire. Non per metterle in discussione, ma al contrario per riconoscerne la forza. Una forza tale da non aver bisogno di riconoscimenti mondani.
Ed ecco forse perché, proprio mentre il mondo si sorprende per la vittoria politica di Obama, Rashid Johnson si rifugia nel misticismo. Non c’è bisogno di riconoscimento, emancipazione o riscatto, perché si sta celebrando qualcosa al di là della stessa possibilità di essere messo in discussione, si onora l’irriducibile grandiosità di una cultura che non china il capo di fronte a qualunque forma di razzismo. Come dichiara lo stesso artista, non si tratta di affrontare soltanto gli atti concreti di discriminazione, ma anche la loro matrice astratta. E per farlo, occorre far leva proprio sul lato simbolico, culturale, e scardinarlo grazie allo strumento agile e leggero dell’ironia.

articoli correlati
Rashid Johnson a Napoli

stefano mazzoni
mostra visitata il 20 novembre 2008


dal 20 novembre al 22 dicembre 2008
Rashid Johnson – I Hope I’m Funny
Galleria Annarumma404
Via Casati, 26 (zona Repubblica-Porta Venezia) – 20124 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 16-19.30 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0239430655; info@annarumma404.com; www.annarumma404.com

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

La prima edizione di CARMI.CO porta l’arte diffusa tra le colline toscane di Carmignano

Fino al 24 maggio è in scena CARMI.CO, una settimana di arte diffusa che presenta 5 mostre, 5 residenze d’artista…

23 Maggio 2026 17:10
  • Mostre

Intrusi: pittura e sconfinamenti a Pesaro con Gianmarco Garbugli e Antonio Peluso

Una doppia personale di Gianmarco Garbugli e Antonio Peluso mette in dialogo le opere di due giovani pittori evidenziandone affinità…

23 Maggio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Non solo Padiglione Austria: la performance di Florentina Holzinger nella Laguna di Venezia è un manifesto del collasso

Corpi nudi, ganci nella carne e campane sollevate dalla gru: quella di Holzinger non è provocazione fine a se stessa,…

23 Maggio 2026 16:30
  • Premi

Nasce il Premio ACEA Contemporanea: identikit del nuovo concorso per artisti emergenti

Dalle installazioni, alla fotografia, giovani artisti trasformano il tema della scarsità idrica in ricerca visiva e impegno culturale. Premiati i…

23 Maggio 2026 14:00
  • Mostre

Come la materia si trasforma: il progetto di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino

Il progetto itinerante The Shell Cracked di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino con nuove installazioni dedicate a…

23 Maggio 2026 13:30
  • Mercato

Blindarte: la primavera delle aste tra moderno, contemporaneo, antico e design

Da Carla Accardi a Gaspare Traversi, da Enzo Cucchi a Vincenzo Gemito, fino ai cataloghi online di gioielli, arredi, orologi,…

23 Maggio 2026 13:05