Nella terza sala,  fa capolino un âaltra  opera che dimostra come queste soluzioni formali, date da incastri  tra  linee verticali e orizzontali corrisponde a un obiettivo specifico: vedere i numeri come colori e i fili colorati come  numeri, mentre i punti dipinti  tracciano una sequenzialitĂ che trascrive compenetrazioni di spazi concettuali  possibili. Parke assegna ad ogni numero un filo colorato diverso per realizzare i suoi tessuti, mascherando i motivi di una matrice di colori vivaci. I colori dipendono da un numero predefinito, che se utilizzati in maniera casuale non sono riconducibili ad alcun motivo, ma ne creano altri. I dipinti di Barrow sono intitolati con tre lettere corrispondenti ai numeri dei fili colori utilizzati, combinati tra loro a caso. Il titolo della mostra si riferisce ad una condizione neurologica specifica dellâessere umano che involontariamente confonde molteplici esperienze cognitive o sensoriali legate  ad un determinato stimolo. E, se da  Kandiskij impariamo che alla  musica si associano colori, da Itten distinguiamo  le forme dai  colori; nelle opere di  Barrow cominciamo a vedere i  numeri  come  colori e il âfil rougeâ è la  percezione sempre soggettiva. Â
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