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fino al 23.VI.2012 | Mark Barrow | Milano, Galleria Zero

di - 25 Maggio 2012
Mark Barrow (1982) è tra gli artisti americani concettuali, interessante per il suo recupero della  manualità, per lo studio della percezione, l’interesse per la grafica, il design, le arti applicate, la numerazione e le lettere, come dimostra  nel ciclo di queste 13 opere in cui utilizza i tessuti creati da Sarah Parke, con la quale collabora da tempo. L’artista  recupera la tecnica dell’ordito, la tessitura, l’intreccio,  i numeri e punti di vernice per definire mappe di astrazioni geometriche, mettendo a fuoco profondità spaziali, riflessioni percettive mai casuali. Nella prima sala spiccano 6 opere di colori differenti (rossi,blu, gradazioni di verde, lillà, arancione) che se visti da lontano sembrano compatti, ma da vicino si nota che sono il frutto di una raffinata stratificazione di tessuti,  tensioni di fili che interagiscono tra loro in modo sinestetico. Le sue opere di fili colorati  dall’effetto ipnotizzante, mappano l’intera superficie della tela, correlati a  puntini dipinti corrispondenti a una logica numerica. Questo gioco ai limiti tra astrazione e manualità,  continua anche nella seconda sala, dove sono esposti  3  dipinti e 3 collage:  bozzetti su carta a quadretti riempiti di puntini colorati che documentano l’importanza della  processualità del suo lavoro.

Nella terza sala,  fa capolino un ‘altra  opera che dimostra come queste soluzioni formali, date da incastri  tra  linee verticali e orizzontali corrisponde a un obiettivo specifico: vedere i numeri come colori e i fili colorati come  numeri, mentre i punti dipinti  tracciano una sequenzialità che trascrive compenetrazioni di spazi concettuali  possibili. Parke assegna ad ogni numero un filo colorato diverso per realizzare i suoi tessuti, mascherando i motivi di una matrice di colori vivaci. I colori dipendono da un numero predefinito, che se utilizzati in maniera casuale non sono riconducibili ad alcun motivo, ma ne creano altri. I dipinti di Barrow sono intitolati con tre lettere corrispondenti ai numeri dei fili colori utilizzati, combinati tra loro a caso. Il titolo della mostra si riferisce ad una condizione neurologica specifica dell’essere umano che involontariamente confonde molteplici esperienze cognitive o sensoriali legate  ad un determinato stimolo. E, se da  Kandiskij impariamo che alla  musica si associano colori, da Itten distinguiamo  le forme dai  colori; nelle opere di  Barrow cominciamo a vedere i  numeri  come  colori e il “fil rouge” è la  percezione sempre soggettiva.  

jacqueline ceresoli
mostra visitata il 12 maggio 2012
dal 12 maggio al 23 giugno 2012
Mark Barrow – Synaesthesia
Galleria Zero
via Tadino 20 (20124) Milano
Orari: martedì – venerdì 11.00 – 13.30 / 14.30 – 19.00; sabato 15.00 – 19.00
Info: t. +39 02 87234577 – info@galleriazero.it –  www.galleriazero.it

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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