Fare serve a di-mostrare, a prendere coscienza. Agire fa dell’individuo una particolarità connessa ad un più ampio sentimento d’insieme. Un’onda fatta di molte onde. Di modo che l’uomo all’interno del proprio Reale diventi essere partecipato. Così agire, seguendo macro-schemi prestabiliti, significa riprodurre, mettere in scena la partecipazione ad una coralità collettiva di un dilagante sistema sociale. E persino essere isolati è comunque essere l’ingranaggio aderente di un macchinario culturale acquisito. Un pezzo di un meccanismo costantemente corroborato dai riti più comuni della quotidianità.
A trasformare questo pensiero in percorso estetico si cimenta A-1 53167, alias Anibal Lopez (Guatemala, 1964), noto per le azioni di protesta portate avanti contro il sistema politico e sociale guatemalteco. L’artista, che si firma con la sigla del proprio passaporto, sottolinea in questo modo ogni estraneità ai confini dei Paesi e delle lingue a lui note, reti di parole che contengono storie e tracce ricolme di fuorvianti identità. Anibal Lopez costruisce il suo vero nome usando la chiave legale, il codice che garantisce il transito, il viaggio, quell’inestinguibile segno di trasformazione e coscienza di sé, al di fuori del linguaggio.
Lopez prende possesso della Prometeogallery con una performance site specific pensata per la serata milanese di Start, opening collettivo delle gallerie. Sempre attraverso la sigla che lo contraddistingue, l’artista presenta Colectiva. Per l’occasione gli spazi della galleria si trasformano in un luogo di ritrovo. I protagonisti però non sono gli artisti, come sembrerebbe dal termine scelto per l’evento, bensì gli atti e le loro screditate banalità. Al momento dell’inaugurazione, infatti, sono stati disposti all’interno degli spazi alcuni attori che simulano, rappresentandola, la normalità. Un ragazzo che calcia un pallone. Un uomo seduto ad un tavolo che cena.
Una scrittrice che compone alla macchina da scrivere. Un suonatore di saxofono che ripete noti jingle. E per finire un altro uomo sdraiato/addormentato, supino sopra una branda. In un angolo dei cartelli che spiegano: “si vende”, “si affitta”, “si presta” e “si regala”.
Come afferma l’artista stesso, che recita la propria parte in mezzo agli attori, ognuno è in contemporanea. Ognuno è simbolo e Assoluto di sé stesso proprio mentre fa, mentre agisce. Gli attori sono ex-empla di una molteplicità più ampia che guarda e aliena sé stessa, ripetendosi. Lopez attraverso questa performance porta all’evidenza il pensar lirico inserito all’interno di un agire che faccia resistenza ad un appiattimento sociale e culturale del necessario giorno-dopo-giorno. Queste scene saranno presto parte di un video, girato mentre anche gli spettatori interagiscono, recitando la parte di chi guarda e vede sé stesso, al di là del proprio ruolo momentaneo di ospiti. La pellicola diventerà verrà integrata da altre performance che vanno ad aggiungersi al portfolio di esibizioni, performance come 30 de Junio o El prestamo che hanno reso noto A-1 53167 come provocatore contro la passività mortifera contenuta in tutti i codici sociali massificanti e livellatori.
ginevra bria
mostra visitata il 22 settembre 2006
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ma la prometeo vende stà roba?
sarà anche un lavoro interessante,ma cosa compro?