Categorie: milano

Fino al 24.IX.2018 | John Bock, The Next Quasi-Complex | Fondazione Prada, Milano

di - 7 Settembre 2018
Il maturo enfant terrible, Jhon Bock, artista poliedrico, indefinibile, dal ciuffo ribelle anni ’80, di oltre cinquant’anni (Gribbohm, 1965), sarcastico Peter Pan degli orrori che vive e lavora a Berlino ha compiuto studi in economia a Monaco, vagamente somigliante al regista di Twin Peaks David Lynch
per l’algido  salone vetrato del Podium della Fondazione Prada a Milano, ha ideato location disturbanti, dove presenta il peggio di se stesso con apparente casualità.
La mostra intitolata “The Next Quasi-complez” corrisponde a un progetto espositivo site specific iperbolico e paradossale ideato dall’artista tedesco, come un villaggio globale, patafisico di non –sense, in cui l’assurdo è di scena. Si vetrinizzano nel Podium ambienti caotici e caleidoscopici post -dada, però meno barocchi del solito, costituiti da oggetti di scarto, vestiti vecchi, quali scarpe, rifiuti simili a nature morte, macerie di chissà quale accampamento abusivo di zingari sgomberato di recente, materiali diversi trovati qua e là nei mercati dell’usato o chissà in quale discarica, ricostruiscono interni domestici inquietanti in cui da un momento all’altro potrebbero accadere anche omicidi efferati.  Incuriosisce una volvo inscatolata nel legno, simile a un palcoscenico costituto da assemblaggi scenici pronti per essere trasformati dall’artista-istrione in una scenografia inusuale, mobile tirato da stracci, intitolata When I’am Looking into the Goat Chese Basier (2001), opera acquistata dalla Fondazione Prada, dove tutto può accadere soprattutto domani, 8 settembre dalle 18:30, quando il catafalco si muoverà nell’ambito di una performance. Occhio alle sue performance chiamate dall’artista “lectures”, ovvero parodie di presentazioni accademiche con materiali di scarto travati e assemblati per scrivere nuovi racconti di ordinaria follia in chiave farsesca.  Strutturano lo spazio come quinte architettoniche le coperte appese, tende o tunnel, pergolati di calze di nylon usate e altre opere dal titolo assurdo. Di nuovo c’è che Bock, da Prada, si relaziona con lo spazio, mostra “architetture visionarie” creando cortocircuiti visivi, cognitivi ed estetici in bilico tra costruzione e decostruzione: un modus operandi volutamente contraddittorio che rispecchia il caos delle mattanze contemporanee.

John Bock: The Next Quasi-Complex Foto Jacopo Farina 18 luglio – 24 settembre 2018 Fondazione Prada Milano

I suoi allestimenti affollati da brivido, baracconate di oggetti che destabilizzano il visitatore, inscenano un immaginifico, paranoico inferno di storie tristi, dagli effetti splatter, frustrazioni, incubi vari. Tra un’opera e l’altra si incastrano video eccellenti dell’artista tedesco dal curriculum invidiabile: due Biennali di Venezia, diverse personali alla Fondazione Giò Marconi a Milano, alla Fondazione Trussardi, Documenta, Barbican a Londra, Guggenheim di New York, mostre collettive in altri musei prestigiosi, inoltre  Bock vanta  numerose collaborazioni dalla moda al cinema, fino all’ideazione dei costumi per l’opera ” Le grand macabre” di Ligeti del 2013, criticati  dagli attori. Tra le installazioni che non si dimenticano, c’è la stanza del delitto Lutte mit Rucola (2006), della Collezione Prada, ispirata all’omonimo film in cui l’artista recita il ruolo del pazzo criminale che fa a brandelli la sua vittima ancora viva. In questo ’ ambiente di tortura, arredato con letto, seghe e coltelli con le pareti imbrattate di sangue, dove sembra essere passato il demonio, preceduta da un video, in cui si vede Bock accanirsi contro un pupazzo e si scorge anche la figlia, “allegramente ” incastonata in questo set diabolico.
Un’altra stanza ospita un’istallazione realizzata con due vetrine che mostrano al tempo stesso il loro contenuto davvero straniante e surreale. La mostra è concepita come un set  di turbe  mentali, sur- visioni, connessioni  e parodie di ossessioni contemporanee, disturbanti , tra caos, sarcasmo e ironia.

Jacqueline Ceresoli
Mostra visitata il 17 luglio
Dal 18 luglio al 24 settembre 2018
John Bock The Next Quasi-Complex
Fondazione Prada, Largo Isarco 2, Milano
Orari: lunedì / mercoledì / giovedì, 10 – 19 venerdì / sabato / domenica, 10 – 21
Info: www.fondazioneprada.org  press@fondazioneprada.org

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

Articoli recenti

  • Mostre

E se l’arte si aprisse all’imprevisto? La mostra “Inseguire l’inatteso” a Venezia

Fino al prossimo 3 marzo, SPARC*—Spazio Arte Contemporanea porta a Venezia le opere di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto…

21 Febbraio 2026 0:02
  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarà presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • Attualità

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49