Categorie: milano

fino al 25.IX.2006 | Iosif Kiraly | Milano, Galleria Artra

di - 6 Luglio 2006

L’immagine è presenza sospetta, come ripeteva Sartre, è doppio, simulacro bugiardo. L’immagine però non è una replica, è un riflesso incompleto, cesura caustica di un passaggio unico, di un moto sospeso. E la fotografia fa parte di questa sezione del mondo, eslege, nomade ferma in un posto. L’obiettivo scava il reale e diventa un luogo per far succedere. Così quando nemmeno l’occhio da solo registra, la pellicola impressiona, senza storia, tagliando di netto i filamenti di scarto. Così il momento dello scatto si riduce ad un pensiero, un ponte rapido. Come l’Oriente che entra nell’Occidente. Nella fotografia di Iosif Kiraly (Romania 1957) quest’apertura, geografica e mentale, continua a raccontare, a narrarsi. La visione dell’artista è quella di un occhio a tutto tondo. Per Kiraly, infatti, la fotografia appiana il tempo, rendendolo un continuum frammentato. Come un dispositivo che sbriciola il molteplice, riducendolo ad Uno, i lavori del fotografo rumeno sono una visione complanare degli abitudinari legami instaurati tra cause e effetti. Kiraly decostruisce gli scenari che fotografa attraverso l’inserimento di scatti differenti, anche se riferiti allo stesso paesaggio.
Il suo modo di lavorare la materia fotografica, secondo la tecnica del cut-up, ha richiami immediati col montaggio cinematografico e con la letteratura americana degli anni Cinquanta. Ma nel contesto della storia rumena assume un significato e un’espressività di maggior spessore. La Romania ha subìto radicali cambiamenti politico-economici a seguito della caduta del Regime dittatoriale e della successiva apertura del Paese al sistema occidentale. Questo effetto di sbalzo, di inciampo, si avverte nei soggetti di Kiraly e restituisce la sensazione del crollo successivo al cambiamento.

Dunque, aldilà degli scatti/documento del caos stradale, della semplicità desertica o della modestia domestica, l’artista guarda. E quel che fa vedere è una fotografia che non dimentica. È uno scatto che sgretola quel che c’è interrompendo la linea del presente. Di modo che i volti servano da ammonimento, da epifania, da annuncio manifesto. Kiraly, infatti, usa l’assemblage fotografico come una clessidra rotta, con la sabbia sparsa. I soggetti composti di più sfaccettature includono in sé medesimi la loro storia, trattenuta secondo la logica della convivenza di più sedimenti temporali. In questo senso il ricordo lascia una traccia ben precisa che, come l’evolversi della situazione politica rumena, è in cerca di un territorio. Così la fotografia permette di scivolare oltre i confini degli atlanti ridisegnando una mappa di corrispondenze che salva e conserva i cromosomi unici della memoria.

ginevra bria
mostra visitata il 21 giugno 2006


fino al 25.IX.2006
Iosif Kiraly – East from the West
Galleria Artra, Via L. Settala 6 – 20124 Milano (zona porta Venezia)
Orari d’apertura: dal martedì alla sabato, dalle 15.00 alle 19.00
Ingresso libero – Per info: telefono e fax: +390229402478, artragalleria@tin.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

In una mostra a Bologna, la pittura trasforma il tessuto in alfabeto visivo

Fino al 15 febbraio 2026, eXtraBO a Bologna ospita “Corpo Tessuto 01” di Simone Miccichè: un progetto in cui la…

10 Febbraio 2026 0:02
  • Mostre

Non solo de Chirico. A Milano la grande mostra diffusa sulla Metafisica e la sua eredità nel presente

Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…

9 Febbraio 2026 18:52
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…

9 Febbraio 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Francesco Gennari, l’arte è tutto ciò che rimane dell’assenza

Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profondità…

9 Febbraio 2026 16:39
  • Mostre

Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto

Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…

9 Febbraio 2026 15:30
  • Mostre

Nelle opere di Chiara Ventura l’amore è un gesto politico: la mostra a Prato

Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilità affettive, attraverso…

9 Febbraio 2026 12:30