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fino al 26.VI.2010 | Lucia Uni | Milano, Pianissimo

di - 17 Giugno 2010
Sono state le origini abruzzesi a riportare Lucia Uni (Merate, Lecco, 1973; vive a
Milano) nei vicoli e nei luoghi colpiti dal terribile sisma del 6 aprile 2009.
Per il suo ultimo lavoro, l’artista è infatti tornata nei luoghi della sua
infanzia e del suo passato, per seguire da vicino l’infinito evolversi della
situazione aquilana.

Nell’arco di circa un anno, Uni ha collezionato documenti
e fotografie, in gran parte scattate dai Vigili del Fuoco dopo i primi
sopralluoghi nella “zona rossa”, che sono state poi assemblate e montate
insieme in un’unica immagine, quella di un’aquila che appare dilaniata nelle
membra ma ancora in piedi o con le ali spiegate pronta a riprendere il volo.

Le fotografie sono state infatti scelte e collocate su
quelle di un’aquila, seguendo principi di corrispondenza e relazione: l’artista
ha così inserito immagini non diegetiche, cioè estranee al testo di partenza,
ma che allo stesso tempo potevano essere associate al contesto di riferimento.
Il risultato è un effetto affettivo che corrode l’immagine, invadendo anche
quella con la quale entra in contatto, creando così un effetto di deformazione
e risonanza. La testa, gli artigli o parti del corpo del rapace appaiono come
maciullati, secondo un procedimento creativo che ricorda un po’ il montaggio
filmico di Sergej Ejzenstejn
o quello figurale di Francis Bacon.

Negli scatti sono riconoscibili molti luoghi del centro
aquilano: il Teatro San Filippo, la cupola del Valadier
della chiesa di Santa Maria del
Suffragio, il palazzo di via XX settembre, oltre a interni e facciate di
palazzi polverizzati negli altri luoghi del cratere, come Paganica, divenuti
poi simboli del terremoto. Inoltre l’artista ha voluto creare un ulteriore
riferimento ai luoghi del centro de L’Aquila e alla loro ricostruzione con
un’installazione, S. Domenico (2010)
, che riproduce fedelmente l’ossatura dei puntellamenti in
legno in atto nella facciata della chiesa di San Domenico, una delle tante
chiese medievali fortemente danneggiate.

È soprattutto questa installazione che testimonia la
speranza di una ricostruzione e di una rinascita, oltre a rappresentare il
segno tangibile di una regione collassata e appesa a un filo, di una città
polverizzata ma pronta a rialzarsi. Non ci sono più paesi, non c’è più una
città, rimangono solo il silenzio e i numerosi edifici “ingessati” e ingabbiati
dietro i tanti puntellamenti iniziati dopo la messa in sicurezza.


Qui L’Aquila
è dopotutto una mostra vissuta a distanza dall’artista,
osservando questa terra da lontano e rivivendola attraverso i propri ricordi.
Tuttavia riporta l’attenzione su una questione, quella aquilana, ancora immersa
nell’incertezza e negli errori di una cattiva gestione.

C’è ancora tanto da fare a L’Aquila, c’è ancora troppo da
chiarire. Una ricostruzione ancora da realizzare, tonnellate di macerie ancora
nelle strade, tonnellate di macerie che gli aquilani (e non) si porteranno
sempre dentro.

articoli correlati
La personale da Pianissimo nel 2007

Intervista con l’artista
Con Jimmie Durham per la Fondazione Ratti

valentina rapino
mostra visitata il 26 maggio 2010


dal 19 maggio al 26 giugno 2010
Lucia Uni – Qui L’Aquila
Galleria Pianissimo

Via Ventura, 5
(zona Ventura) – 20134 Milano

Orario: da
martedì a sabato ore 14-19

Ingresso
libero

Info: tel./fax
+39 022154514;
info@pianissimo.it; www.pianissimo.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • Bell'allestimento in galleria.
    Il progetto è così d'impatto eppure leggero, sono rimasto colpito

  • Ce qui me semble interessant dans cette exposition c'est que nous sommes finalement devant une espèce de work in progress: les photos ne sont pas signées (issues du service photo des pompiers de l'Aquila), elles sont choisies et manipulées, non pas pour montrer ce qu'elles sont (un terremoto) mais pour afficher la figure indicielle (logo) emblématique de la ville détruite, c'est à dire l'Aigle (l'Aquila) blessé. C'est comme si on voyait en même temps une partition musicale et qu'on en entendait le morceau écrit! Une oeuvre allographique donc, au contraire de autographique...

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