Categorie: milano

fino al 26.X.2008 | Antonio Ligabue | Milano, Palazzo Reale

di - 21 Luglio 2008
Più che di naïf o di primitivismo bisognerebbe parlare di pittura sincera per le oltre 250 opere di Antonio Ligabue (Zurigo, 1899 – Gualtieri, Reggio Emilia, 1965) esposte a Palazzo Reale. Non mancano ombre, prospettiva, uso sapiente del colore; soprattutto nei disegni su carta da musica, terreno di prova per l’elaborazione di un personale giardino dell’Eden, si coglie lo studio attento dell’anatomia animale.
Del bambino rimangono lo sguardo limpido e l’assenza di vergogna per ciò ch’è naturale: la bellezza delle piante dalle foglie rilucenti, dei manti striati o maculati dei grandi felini, senza negare i temporali che s’abbattono sui campi o i ragni e i serpenti mortali anche per le bestie feroci. Persino la giungla più intricata ha colori brillanti, come potrebbe immaginarli un ragazzo non ancora consapevole della densa umidità e del buio conradiano.
A questa visione Ligabue aggiunge una naturale sensibilità e un vocabolario artistico non erudito ma studiato, che si manifesta talvolta in richiami espliciti alla storia dell’arte: Le due madri (una donna e una mucca) riproduce l’omonima opera di Segantini, mentre richiama Dürer La lepre dal manto screziato. Esemplare soprattutto per la disposizione degli elementi figurativi nello spazio è Leopardo con serpente, in cui ogni cosa prende forma serpentina, dai rami che han braccia come se stregati, alla coda del leopardo incurvata e innalzata anch’essa come un serpente pronto ad attaccare.

Di fronte a tigri e leopardi impennati, a babbuini, ragni e serpenti si sente una donna dire a una bambina: “Vedi, questo pittore è morto, ma è come se ancora vivesse, perché sono vive le opere che ci ha lasciato”. Non occorre però addentrarsi in una selva per percepire un intenso dinamismo, basta osservare, in Ritorno dai campi con i buoi, uomini e animali che cercano di sfuggire al temporale imminente, mentre un vento contrario agita l’erba e le piante.
Nonostante il moltiplicarsi di quadri sullo stesso tema induca a parlare di ripetizione seriale, basta il mutare dei colori, dello spessore delle pennellate, della disposizione dei soggetti per convincersi che le giornate nei campi sono sempre diverse. Il pittore comunica un’altra verità di natura presentando, dopo numerose volpi con pollame tra le fauci, altre assalite dai rapaci, vendicatori inconsapevoli dei propri simili più deboli. Ligabue non loda e non denuncia, tutt’al più cede all’ironia, ritraendo un Napoleone che ha il suo stesso volto e un ronzino grigio e sfiatato al posto di un bianco destriero.

Nell’ultima sala il pittore non si maschera, ma ripropone il suo volto in una miriade di espressioni, rabbiose o sofferenti, sicure, spavalde oppure incerte, ma che sembrano sempre ricercare un contatto e chiedere al visitatore il proprio parere.
La risposta è racchiusa forse nei volti sorridenti e nell’affollamento del ricco e non esoso punto vendita.

articoli correlati
Antonio Ligabue a Reggio Emilia

anita fumagalli
mostra visitata il 25 giugno 2008


dal 19 giugno al 26 ottobre 2008
Antonio Ligabue – L’arte difficile di un pittore senza regola
a cura di Augusto Agosta Tota
Palazzo Reale
Piazza Duomo, 12 – 20122 Milano
Orario: lunedì ore 14.30-19.30; da martedì a domenica ore 9.30-19.30; giovedì ore 9.30-22.30 (chiusura biglietteria ore 18.30; giovedì ore 21.30)
Ingresso: intero € 9; ridotto € 7
Catalogo Franco Maria Ricci
Info: tel. +39 0280509362; www.comune.milano.it/palazzoreale

[exibart]

Visualizza commenti

  • Avvicinare la lontananza

    Esotiche tigri e velenosi serpenti vengono raffigurati da Ligabue nello spazio familiare della sua campagna entro i suoi contorni domestici. Così riesce a riportare le lontananze di altri continenti nel suo spazio usuale e conosciuto esorcizzando così la paura per ogni lontana diversità.

  • Doppio autoritratto
    Quando Ligabue si ritrae quasi a mezzo profilo lo vediamo chiuso, corrucciato e introverso ma poi si raffigura anche nell'urlo delle tigri che appaiono terrifiche perché temono di essere aggredite. Così in questo doppio autoritratto l'artista si mostra nella duplice valenza di introversione e pulsione aggressiva: due componenti correlate dell'animo.

Articoli recenti

  • Mercato

PRIVATE VIEW. Promuovere l’arte secondo Banco BPM

Un nuovo spazio su exibart, promosso da DUAL Italia, interamente dedicato al collezionismo e al mercato dell’arte. Ecco la visione…

11 Febbraio 2026 13:54
  • Fotografia

Scoprire l’altro con delicatezza, nelle immagini sensoriali di Betty Salluce

Allo showroom Gaggenau di Milano, una mostra di Betty Salluce apre un nuovo punto di vista sul rapporto tra corpo…

11 Febbraio 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Respira, scioglie e ritorna. Il progetto inedito di William Kentridge al MAXXI di Roma

Dopo dieci anni, William Kentridge e Philip Miller tornano a Roma con BREATHE DISSOLVE RETURN, cine-concerto immersivo ospitato nella galleria…

11 Febbraio 2026 13:17
  • Arte contemporanea

Una everywoman sale sul Fourth Plinth di Trafalgar Square: l’opera di Tschabalala Self

Da settembre 2026, il piedistallo “vuoto” più famoso di Londra ospiterà Lady in Blue: la nuova commissione pubblica dell’artista americana…

11 Febbraio 2026 12:30
  • Mostre

Universi fantastici di Massimiliano Gissi, in mostra alla Malinpensa di Torino

Acquerello, tecniche miste e sculture, tra materia e immaginazione: le opere Massimiliano Gissi in mostra alla Galleira Malinpensa by La…

11 Febbraio 2026 11:53
  • Progetti e iniziative

Do ut do: il programma di mostre diffuse a Bologna per riflettere sull’identità

Do ut do torna a Bologna con un programma diffuso e incentrato sul tema dell'identità come processo relazionale, dall'omaggio a…

11 Febbraio 2026 10:30