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fino al 27.VII.2012 | Shirazeh Houshiary | Milano, Lisson Gallery

di - 18 Giugno 2012
Vibrazioni, reticoli capillari di blu, onde di rosa-violetto. Espansioni tonali dall’effetto liquido e magnetico, linee ed elissi che si intersecano tra loro. Le diafane trame, in bilico tra apparizione e negazione, di Shirazeh Houshiary (Shiraz, Iran,1955) si dilatano come macchie di colore dissolte nell’acqua. La pittrice, scultrice e sperimentatrice di animazioni, si distingue per intrecci di piccolissimi segni, iscrizioni ripetute a matita, oppure colorate, che sembrano trascrivere su una superficie bianca la velocità di percezione di un colore. La sua trama reticolare è concepita come una griglia degli inganni percettivi in cui l’intreccio  segnico sembra visualizzare le frequenze di onde cosmiche di chissà quale arcano suono.

Vivono di luce naturale,  proveniente dalle finestre laterali, le opere esposte nella sala al primo piano: Deluge e, in particolare, Right of Spring, un dipinto con un blu elettrico, attraversato da venature  di bianco, che il visitatore più osserva e più ha l’illusione di percepire profondità invisibili. Perché il colore esprime un linguaggio emozionale e contiene universi, significati, molteplici.  Dialoga con lo spazio anche Lacuna, un lavoro a muro realizzato con nastri d’acciaio, blu e violetto, intrecciati e laccati, che corrono lungo la parte centrale, prolungati da un gioco di ombre: queste illusioni ottiche creano un’apparente movimento e materializzano un flusso di energia che metterà alla prova la percezione di chi le osserva.
Nel giardino interno della galleria, invece, svetta l’imponente, ma sinuosa, torre-scultura dal titolo White Shadow, simile a un corpo femminile stilizzato, con le braccia protese verso l’alto per cogliere tra i moduli disposti a spirale: mattoni forati in alluminio e verniciati di bianco che lasciano passare l’aria, solidificano un fremito di vita in una simbiotica osmosi con la natura.
Ma il meglio si trova esposto al piano di sotto, ciò che bisogna fare è chiedere di accedere alla nicchia segreta, di un bianco immacolato, per vedere Shroud, opera che vi incanterà perché sembra l’ecografia del ventre del Cosmo: pulsante di energia, che svela una quarta dimensione, spingendo lo sguardo oltre la superficie, fino al centro di una profondità altrimenti impercettibile.  
jacqueline ceresoli
mostra visitata il 6 giugno 2012
dal 6 giugno al 27 luglio 2012
Shirazeh Houshiary
Lisson Gallery
Via Bernardino Zenale (20123) Milano
Orario: da lunedì a venerdì 9.30 – 13.00 e 15.00 – 18.00; sabato solo su appuntamento
Info: milan@lissongallery.com – www.lissongallery.com

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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