Se Emily Allchurch fosse nata nel settecento l’avremmo ritrovata fra i nomi dei grandi vedutisti che hanno arricchito la storia della pittura internazionale.
Nata nel 1974 a Jersey, oggi vive e lavora a Londra. Si è diplomata al Royal College of art specializzandosi in scultura. Strada che per ora ha abbandonato per buttarsi nell’immenso panorama della fotografia.
Emily Allchurch è una pellegrina che esplora con la sua macchina fotografica quartieri, vie, zone industriali meno conosciute della capitale britannica. Il suo modo di mostrare questa faccia della città trae origine da una forte opposizione di colori, freddi e malinconici nella prima parte, caldi e intensi nella seconda. Maggiormente accentuata
Il panorama rappresentato dall’artista è cupo, inquietante che spaventa ma contemporaneamente affascina lo spettatore, dove l’uomo non si vede ma se ne percepisce la presenza.
Sembra che per scappare da questa visione distruttiva, Emily senta il bisogno primordiale di ricreare dei luoghi immaginari. Viaggia, così, fra i pittori del settecento per arrivare qui in Italia, a Venezia, e scoprire uno dei più grandi artisti pittorici del Bel Paese, Canaletto.
La giovane artista prende alcuni dei suoi lavori, li copia per poi sgretolarli e modificarli creando un ambiente tutto nuovo. Ricostruisce sulle vedute veneziane una Londra
Sulla riva del Canal Grande di Venezia troviamo la cattedrale di St. Paul, le gondole vengono sostituite, con software digitali, da piccole anatre che inseguono le orme della madre.
La solitudine, il senso di abbandono, provato nelle vie periferiche della città viene dimenticato per lasciare spazio alla calma, alla pace e alla serenità che i luoghi inventati trasmettono.
anna volpicelli
mostra vista il 15 ottobre 2003
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