Categorie: milano

fino al 28.II.2007 | Sam Durant | Milano, Emi Fontana

di - 18 Gennaio 2007

Sam Durant (Seattle, 1961, vive a Los Angeles) esplora le contraddizioni soggiacenti alla cultura ufficiale. L’artista statunitense si è a lungo concentrato sul rapporto fra individuo e spazi architettonici, e ha in seguito ricontestualizzato gli slogan della controcultura. Negli ultimi cicli, e in particolare in questa mostra, si pone come “situazionista della storia”. Sovverte con sarcasmo sottile quell’atteggiamento un po’ propagandistico che ogni nazione assume quando racconta la propria storia, e quel patriottismo vivo in particolare negli Stati Uniti. Con Scenes from the pilgrim story la galleria Emi Fontana si trasforma in uno stralunato museo delle cere, con tanto di pittoresche ricostruzioni di avvenimenti storici.
L’episodio scelto da Durant in questa occasione è la costruzione e la distruzione della colonia di Merry Mount. Accanto alle colonie puritane il colono Thomas Morton costituì un insediamento pagano, che instaurò rapporti di integrazione e rispetto reciproco con i nativi d’America. Tale fondazione non fu ben vista dalle altre colonie puritane, che vi compirono saccheggi e uccisioni, fino al rimpatrio forzato di Morton. La storia ufficiale americana condanna la colonia pagana come dissoluta e contraria ai valori puritani, anche allo scopo di tenere sottaciuta la violenta politica espansionistica degli altri padri pellegrini.
Durant mette in scena questo episodio mescolando le varie versioni, ufficiali e ufficiose. L’artista ha acquistato il materiale componente un museo delle cere e ha costruito installazioni nelle quali si sovrappongono orrore e idillio campestre, eroismo e sopraffazione. Fra le piante di grano ricostruite in Cornfield si avverte dapprima il bucolico frinire dei grilli, ma in seconda battuta si scorge la testa mozzata abbandonata fra gli arbusti. In Goodbye to Merry Mount la testa tagliata -elemento simbolico principale delle ultime produzioni di Durant- si trova invece all’interno di una botte di legno, frutto dell’onesto lavoro dei pii pellegrini.
Tocco genialmente sarcastico: come in un vero museo storico, una scritta invita a premere un pulsante. Viene così diffusa la voce registrata di uno speaker che cerca di ristabilire la diffamante “verità” ufficiale su Merry Mount, andando contro l’evidenza che invece si offre agli occhi. Nell’opera Algonquin town lo spettatore esperisce concretamente lo straniamento dovuto al sovrapporsi di verità storica e propaganda: la ricostruzione in legno di una staccionata accoglie al suo interno lo spettatore, che però vi rimane avviluppato a causa della sua forma concentrica e senza uscita.
Niente nella ricostruzione di Durant è ovvio: il rigore della ricerca politico-sociologica si mescola agli elementi della cultura popolare, come il museo delle cere; l’avvenimento violento viene rappresentato con una modalità a metà fra realismo e parodia. Tale via “intermedia” è veicolo di notevole efficacia per l’espressività dell’artista americano: nessuna predica deterministica, ma scompaginamento delle carte per ristabilire tramite il dubbio la verità negata dalla storiografia e dalla retorica ufficiali.

articoli correlati
Le precedente personale di Durant da Emi Fontana
link correlati
Retrospettiva delle opere di Durant sul sito della galleria Blum & Poe di Los Angeles

stefano castelli
mostra visitata il 14 novembre 2006


Sam Durant – Scenes from the pilgrim story: goodbye to Merry Mount
Galleria Emi Fontana, Viale Bligny, 42 Milano (zona Ticinese)
Dal martedì al sabato ore 11-19.30 – Ingresso libero
Info 02-58322237 – emif@micronet.itwww.galleriaemifontana.com
Fino al 28 febbraio 2007


[exibart]

Articoli recenti

  • Personaggi

È morto a 69 anni Michele Lanzinger, fondatore del MUSE di Trento e direttore visionario

Direttore del MUSE fino al 2024 e protagonista della sua nascita insieme a Renzo Piano, Lanzinger è stato una delle…

30 Maggio 2026 19:29
  • Fotografia

Una Menade del Novecento: da Gagosian Francesca Woodman riaccende il Surrealismo

Tra metamorfosi del corpo e iconografie del desiderio, la mostra romana, visitabile fino al 31 luglio 2026, indaga l’immaginario surrealista…

30 Maggio 2026 17:00
  • Progetti e iniziative

Acquisizioni, produzione, stipendi: un museo finlandese sperimenta un nuovo modello economico per gli artisti

L’EMMA – Espoo Museum of Modern Art ridefinisce il ruolo dell’istituzione museale con un programma di sostegno economico e curatoriale…

30 Maggio 2026 15:30
  • Film e serie tv

Le Backrooms sono già nella nostra vita: il film di Kane Parsons oltre lo schermo

Dal progetto del celebre youtuber Kane Parsons, un viaggio attraverso i non-luoghi, tra stanze infinite ed esperienze senza tempo: Backrooms…

30 Maggio 2026 14:30
  • Mercato

Market Radar: Joseph Yaeger, Ding Shilun e Salman Toor tra i giovani protagonisti di maggio

Le recenti aste newyorkesi diventano il punto di partenza per leggere presenza istituzionale, visibilità fieristica e sviluppo della carriera di…

30 Maggio 2026 14:03
  • Arte contemporanea

A Brooklyn la ribellione passa dall’arte: incontro con The Kollection

In occasione della mostra Rebel, Kian McHugh ci racconta la nascita della piattaforma The Kollection e il ruolo dell’arte nel…

30 Maggio 2026 12:30