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fino al 28.V.2011 | Entang Wiharso. Love Me or Die | Milano, Primo Marella Gallery

di - 18 Maggio 2011
Entrando nello spazio espositivo occorre un po’ di tempo per adattare il proprio sguardo. Complici il buio e un gioco sapiente di luci e ombre, il primo impatto con le opere in mostra è più intuitivo ed emotivo che concettuale. Solo avvicinandosi ai singoli lavori piano piano si delinea e prende forma il mondo di Entang Wiharso (Tegal,1967. Vive a Yogyakarta), un mondo caotico e complesso abitato da figure grottesche dall’identità ambigua.

La prima opera a colpire l’attenzione e forse il cuore propulsivo di tutta la mostra è Temple of Hope. Si tratta di un’installazione imponente e maestosa, una struttura in alluminio e pietra lavica su cui sono intagliati personaggi mitologici e testi tratti da una molteplicità di fonti diverse: dialoghi privati, ricordi personali, memorie collettive, considerazioni sulla condizione dell’uomo contemporaneo. Una lampadario illumina la struttura dall’interno, proiettando sulle pareti circostanti ombre che richiamano la tradizione del Wayang, il teatro delle ombre indonesiano, e immergono lo spettatore in un’esperienza sensoriale a 360 gradi.

Non è facile discernere ed isolare i diversi riferimenti dell’installazione, la cui efficacia risiede forse nella sovrapposizione deliberatamente caotica e corale di voci contrapposte e incapaci di prevalere le une sulle altre. Una sorta di tempio contemporaneo, come dice il titolo stesso, che racchiude al suo interno vizi e virtù dell’umanità e di cui anche lo spettatore è costretto a sentirsi parte.

Se le diverse tematiche che popolano l’universo creativo di Wiharso sono solo accennate in Temple of Hope, esse prendono forma e si sviluppano in modo organico nelle altre opere esposte, offrendo una panoramica dettagliata del linguaggio espressivo dell’artista. Dipinti espressionistici, bassorilievi e installazioni tridimensionali, abitati da figure tormentate ed evocative che disgustano e al contempo attraggono inesorabilmente chi le osserva, trascinando il visitatore in un abisso fatto di violenza, avidità, bramosia di potere e disperazione.

Partendo dalle atmosfere più neutre e cupe di opere come Tin Line Boarder, dove due capre si fronteggiano e si scrutano a vicenda, e il murales site specific, si passa gradualmente a tonalità più forti e decise, in un crescendo progressivo che culmina nei rossi accessi e infuocati del trittico Wiharso Identity for Fun e dell’installazione Feast Table, esposti nell’ultima stanza.

In particolare l’opera Feast Table ritrae due figure in alluminio che si contendono una carpa su un tavolo di legno. Le dimensioni dell’animale, simbolo di benessere e fortuna, sono tali da promettere a entrambi i soggetti un abbondante banchetto da condividere, ma ancora una volta la bramosia e il desiderio di dominazione sembrano avere il sopravvento, portando la minaccia di un conflitto imminente al centro della scena.

E infondo è proprio Love me or Die, amami o muori, il titolo della mostra. Una sentenza che come tutto l’universo di Wiharso allude alla dimensione più violenta e intransigente della natura umana, lasciando aperta solo una piccola speranza di salvezza.

gloria de risi

mostra visitata il 14 aprile 2011

dal 13 aprile al 28 maggio 2011

Entang Wiharso. Love Me or Die

a cura di Rifky Effendy

Primo Marella Gallery

Viale Stelvio, 66 – 20159 Milano

Orario: da martedì a venerdi ore 10-13 / 14-18.30

Sabato su appuntamento

Info: tel. +39 02 87384885;

info@primomarellagallery.com; www.primomarellagallery.com

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