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fino al 28.VII.2006 | Sterling Ruby – Recombines | Milano, Galleria Emi Fontana

di - 7 Giugno 2006

Entrando nella galleria di via Bligny l’atmosfera creata dalle immagini alle pareti non è certo rassicurante: sei grandi stampe fotografiche e due sculture, luttuose e insieme erotiche, attendono il visitatore. Sono le opere del tedesco Sterling Ruby (Bitburg, 1972).
Il percorso artistico di Ruby, sviluppato in questi anni tramite performance, video, fotografia e scultura, si concentra attorno ad alcuni temi che tornano anche nei nuovi lavori esposti in questa occasione: il concetto di controllo, collettivo e individuale, e lo spazio di azione politica e culturale che lo divide dalla libertà e dalle sue espressioni.
La mostra dal titolo Recombines alterna con deciso contrasto la bidimensionalità della serie Physicalism The Recombines, realizzata con scansioni di collage fotografici, alla matericità delle due opere Monument Stalagmite.
Le grandi stampe fotografiche scandiscono un percorso segnato da corpi: sono quelli di professionisti di body building, uomini e donne tragicamente uguali, immortalati nel momento massimo della loro esibizione in un bianco e nero che li assimila all’imponente grevità di un monumento. Ed è solo il loro corpo con i suoi muscoli ad essere protagonista dell’immagine, allorché i visi, possibili portatori di un’individualità, sono esclusi dalla fotografia, esterni all’inquadratura o coperti da immagini di candele apposte dall’artista. Eppure è un’altra l’individualità che trapela da quei corpi: l’atletismo individualistico di una disciplina sportiva solitaria, celebrata da quell’immaginario esploso nei reaganiani anni Ottanta con il “cinema del corpo” di Stallone/Schwarzenegger. I corpi cosidetti “scultorei” sono qui metafora di dominazione, di una ferrea volontà di controllare l’essere naturale delle cose assecondando una spinta culturale che può essere assimilabile ad una politica disastrosa. Per questo probabilmente Sterling Ruby ha scelto le immagini ambigue e kitsch delle candele, simboli di un flebile quanto necessario illuminismo, stratificando così le opere con accostamenti formali ironici ed erotici.
Tutti i lavori dell’artista sono portatori di contrasti, di forze opposte che si equilibrano e si elidono a vicenda, come l’opposizione tra i ceri, fonte di luce ed energia dinamica e la statica freddezza delle masse muscolari. Ecco che l’artista tedesco ha probabilmente ricordato e riletto la lezione di Joseph Beyus sull’erotismo e l’energia insita nei materiali. Allo stesso modo, le due sculture oscillano tra significati opposti. Il titolo Monument Stalagmite si regge sul contrasto di forme naturali come quelle delle stalagmiti e l’idea del monumento, quindi di un artefatto umano, della materia scolpita, domata, nella quale è stato impresso il segno e l’espressione di una cultura. Ma non è la pesante monumentalità dei corpi fotografati a contraddistinguere queste opere, quanto piuttosto l’assunzione e l’elevazione di forme passive, deboli, nelle quali sembra di scorgere appena una presenza atropomorfa o zoomorfa, immediatamente negata dall’artificialità dell’uretano che rimarca preciso la sua natura di scarto industriale. Come se in fondo ci fosse una tragica corrispondenza tra l’accumulo di massa muscolare dei body builder e l’impreciso depositarsi della materia nera sugli algidi piedistalli di fòrmica.

riccardo conti
mostra visitata il 25 maggio 2006


Sterling Ruby, Recombines,
Galleria Emi Fontana viale Bligny, 42 Milano (zona Bocconi) Tel.: 02-58322237
Dal martedì al sabato ore 11-19.30
Fino al 28 luglio 2006


[exibart]

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  • bellissima la recensione e la mostra è proprio da vedere!
    peccato per la galleria così piccola...

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