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fino al 28.VII.2012 | Cristina Lei Rodriguez | Milano, Brand New Gallery

di - 15 Giugno 2012
Un’attenzione maniacale per i particolari, colori sublimi che si mescolano nelle tonalità calde dell’oro e glaciali del platino: non c’è nulla lasciato al caso nelle creazioni di Cristina Lei Rodriguez (Miami, 1974), in cui tutto è controllato, dalla direzione del colore che cola sui materiali incastonati gli uni agli altri, alla sorprendente mescolanza di molteplici materiali tratti anche da oggetti di uso quotidiano. In chiave moderna, le opere dell’artista costituiscono l’evoluzione della formula del ready-made inventata da Marcel Duchamp nei primi decenni del Novecento; perché le creazioni sono composte da plastica, reti metalliche, gesso, resine e persino vernice, il tutto ri-assemblato in forme minimaliste e geometriche che si prestano ad essere indagate ed osservate nei più piccoli dettagli. In Recover sembra prendere vita L’isola del tesoro (uno dei più celebri romanzi di Robert Louis Stevenson) e l’immaginazione corre subito ad interpretare quella dimensione fantastica vedendo, in Restore, l’antico tesoro di cui i pirati andavano in cerca sulla misteriosa Isola del Teschio, con una catenella d’oro che scende da un lato del basamento, minuscole pietre luccicati e paiette a simboleggiare pietre preziose. Decadence richiama gli accrescimenti arborei dei coralli marini, con un intricato groviglio di metallo dorato, schiuma di poliuretano, resina epossidica rossa e, naturalmente, non può mancare il simbolo per antonomasia della pirateria, il teschio, riconoscibile nella massa densa e allo stesso tempo vuota di Rethink.

Quello che però può sembrare un veloce processo di realizzazione delle opere, cela invece uno studio ed una analisi molto approfonditi per giungere all’aspetto finale delle sculture, infatti, come dichiara Cristina Lei Rodriguez, in un intervista rilasciata durante Art Basel Miami Beach del 2008, il suo punto di partenza è il processo di raccolta dei materiali, poi viene l’assemblaggio e la costruzione: «Gran parte del mio lavoro inizia con l’oggetto, e mi piace l’idea di creare masse scultoree, focalizzando l’attenzione più sul peso che sulle forme delle sculture cercando di sfidare la gravità, senza mai sapere quale sarà l’aspetto della scultura fino a che non l’avrò conclusa». Le sue creazioni sembrano opere di design, che riuniscono insieme degrado, gravità e addirittura glamour, per le parti che richiamano i materiali e pietre preziose, con un rimando alle originali Felt Pieces di Robert Morris, in cui l’artista sottopone pesanti pezzi di feltro industriali ad una serie di procedure come il taglio, l’accumulo e il groviglio, ma nonostante la loro solidità e durata nel tempo, si tratta di opere effimere, in quanto non possono essere installate allo stesso modo due volte perché le prestazioni del fissaggio del materiale pesante alla parete variano di volta in volta grazie alla gravità. In realtà, quando si cammina attorno alle opere di Rodriguez, si ha la percezione di ammirare un paesaggio, una sorta di micro mondo, in cui i pieni e vuoti fanno sì che la luce si modelli in modi e strati diversi, dando vita non solo ad opere d’arte, ma a veri e propri gioielli.
greta capelli
mostra visitata il 31 maggio 2012

dal 31 maggio al 28 luglio
Cristina Lei Rodriguez – Recover
Brand New Gallery
Via Farini 32 (20159) Milano
Orario: da martedì a sabato, dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00
Info: +390289053083 – info@brandnew-gallery.com – www.brandnew-gallery.com

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