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Fino al 28.XII.2014 | Africa Big Change Big Chance | Triennale, Milano

di - 24 Novembre 2014
In corso alla Triennale di Milano “AFRICA Big Change Big Chance”, a cura di Benno Albrecht. La mostra presenta quasi settant’anni di sviluppo architettonico ed urbanistico nel continente africano, dal dopoguerra ad oggi, attraverso l’esposizione di fotografie, progetti, video e modellini 3D.
Il taglio scelto dal curatore mette in luce un approfondimento non tanto sui formalismi, e sul loro interesse da un punto di vista estetico o tecnico, quanto piuttosto su tematiche più generali, direi quasi filosofiche. Ad un grande cambiamento, suggerisce il titolo della mostra, corrispondono grandi opportunità: così il processo di urbanizzazione ed abbandono delle campagne, in corso oggi in Africa, apre la strada ad inediti modelli di evoluzione della modernità, fotografati nelle varie sfaccettature da questa mostra, sicuramente la più esauriente in materia negli ultimi anni. Il comunicato stampa parla di Modernismo Tropicale, ovvero il desiderio di stare al passo coi tempi senza averne gli strumenti, sopperendo con mezzi poveri come il colore.
La prima sala è forse la meno riuscita dell’esposizione: grandi tabelle demografiche e sociologiche, di difficile lettura, accolgono il visitatore che a stento si tratterrà dal ballare l'”Indipendence Cha Cha”, l’inno dell’indipendenza del Congo, le cui note risuonano in sottofondo.
Da lì in poi, però, è tutta in discesa. In ordine cronologico, i progetti più belli del continente africano vengono esposti su tavoli di materiale sostenibile, adatto ad essere prodotto in Africa. Non è facile, da un punto di vista europeo, trattare dell’Africa senza scivolare nel senso di colpa o nel facile neo-colonialismo. Questa bellissima mostra però ci riesce, unendo in un continuum narrativo i palazzi e le opere di un continente dotato di tante anime, culture e religioni: si veda ad esempio la stupenda ambasciata olandese ad Addis Abeba, di Dick Van Gameren, o la scuola galleggiante Makoko, a Lagos in Nigeria, oppure ancora la Piramide di Abidjan, di Rinaldo Olivieri.

Mentre in Cina, o più in generale in Asia, l’urbanistica e l’architettura spesso ricalcano modelli occidentali o più specificatamente americani, aggiungendo poco al dibattito internazionale, in Africa questi modelli vengono studiati, fatti propri e superati, o meglio ibridati con lo stile locale.
Questo il valore più importante dell’esibizione alla Triennale, che piacerà ad operatori del settore ma anche a semplici appassionati o curiosi: le infinite possibilità di sviluppo che si sono o si stanno sviluppando in un continente che si affaccia alla post-modernità con una storia alle spalle diversa dalla nostra, nel bene e nel male. Le costruzioni esposte questi tre mesi a Milano non sono ancora entrate nella nostra iconografia popolare, come l’Empire State Building oppure i grattacieli di Dubai. Per questo, e mille altri motivi (non ultimo lo studio della fenomenologia del “Modernismo Tropicale”) meritano di essere analizzate ed ammirate.
Disse una volta Saul Bellow: «L’Africa mi toccò l’animo già durante il volo: di lassù pareva un antico letto d’umanità. E a 4000 metri di altezza, seduto sulle nubi, mi pareva di essere un seme portato dal vento».
Lorenzo Camerini
mostra visitata il 14 ottobre 2014
Dal 15 ottobre al 28 dicembre 2014
AFRICA Big Change Big Chance
Triennale di Milano
Viale Alemagna 6, Milano
Orari: Martedi – Domenica 10.30 – 20.30 Giovedi 10.30 – 23.00
Info:  +39 02 724341, www.triennale.org

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