L’astrazione non lascia spiazzati. Anche se prive d’ogni intenzionale riferimento al reale, le opere di Irina Baschlakow (Hannover, 1967) non provocano uno spaesato stupore, ma generano nello spettatore un’irrazionale sensazione di familiarità. L’artista adotta in quest’occasione un codice espressivo per lei stessa nuovo, dove la forma base del tubo coniuga andamento lineare, evocatore di dinamismo, portatore di un’idea di sviluppo, con tridimensionalità e spessore, che suggeriscono materialità e concretezza. Nonostante il filo conduttore stilistico fra i dipinti sia rappresentato da una specifica forma geometrica, la creatività non soccombe alla serialità ed alla monotonia. Ogni opera rimanda ad un significato preciso, ad un momento diverso della vita dell’artista. Unica è invece la filosofia che ispira tutta la sua produzione. Panta rei, tutto scorre in queste opere. Tutto si crea e tutto si distrugge. Per qualcosa che nasce c’è qualcos’altro che muore. Un concetto sintetizzato nel titolo della mostra: Dunkler Fruhling, cioè primavera oscura. Una stagione che tutti riconducono ad immagini solari e vitali. L’artista invece non si accontenta di rappresentare quest’unica faccia della medaglia.
Un fiore dai colori brillanti ne lascia un altro appassito dietro di sé. Tubi svettanti, dai colori accesi e metallizzati si sovrappongono a forme più molli, come afflosciate, dai toni bruno-grigiastri, come invecchiati o spenti. Così si bilanciano distruzione e rigenerazione nell’ultima opera realizzata dall’artista –la prima nelle sue preferenze– (No title, 2007). L’equilibrio che nel progetto originale doveva essere dato dall’opposizione di bianco e nero, nasce invece, in chiave più primaverile, dalla rivincita del colore sull’oscurità. Similmente, in Blast off tubi vorticanti, nati da un’esplosione nel cielo, sembrano inghiottire elementi bianchi ormai privi di vita. Un’arte dunque che esprime il costante ricrearsi della natura, ma non solo.
L’artista individua infatti una spinta al rinnovamento anche in oggetti inanimati: anche attrezzi e macchinari nascono e muoiono, si avvicendano in un positivistico cammino progressivo. Spostandosi dai grandi dipinti ai disegni, i tubi lasciano il ruolo da protagonisti a delle specie di flubber. Con uno stile alla Mordillo i disegni della Baschlakow diventano dei fumetti astratti, dove gomme animate o sanguisughe dal vitalismo incessante si incollano ad altri elementi per risucchiarne la linfa vitale.
anita fumagalli
mostra visitata il 3 maggio 2007
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
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ladro! devi ridare le opere agli artisti.
E' vero. Il lavoro va rispettato!!
Basta con questi galleristi improvvisati e disonesti!