Categorie: milano

fino al 29.VII.2006 | Jessica Stockholder | Milano, Galleria Raffaella Cortese

di - 1 Giugno 2006

Ci sono artisti che paiono sinceramente interessati a riflettere sulla condizione del medium che hanno scelto (e dell’arte in generale). E che concepiscono la derivatività insita nelle loro opere come un mezzo, non come un fine. Jessica Stockholder appartiene chiaramente a questa categoria.
La personale da Raffaella Cortese riunisce un gruppo di opere realizzate tra il 1997 ed il 2003: il riconoscimento delle singole date è un’operazione importante ed interessante, perché consente di cogliere l’evoluzione interna di questa ricerca. Nei due Untitled del 1997 (#290 e #295) l’interesse principale è quello di attualizzare l’idea rauschenberghiana del combine painting, sviluppando la scala tridimensionale ed innestando il catalogo degli oggetti di consumo contemporanei (da K-Mart al generico fai-da-te).
Il punto di svolta è individuabile nell’Untitled #339 (2000), in cui la base speculativa si complica piacevolmente: le palle da bowling sfruttano il doppio binario del richiamo ad una pratica che più quotidiana non si può, e del colore pop-minimal, dialogando efficacemente con la pallina di polistirolo e con la fioriera. La lampada industriale, invece, aggiunge un elemento scenografico e teatrale, che invita lo spettatore a guardare e pensare il lavoro come un ibrido inscindibile tra pittura e scultura: la seconda metà del #339, infatti, è un tessuto per tendine usato come sfondo per sagome di velcro che ‘simulano’ campiture cromatiche uniformi.

Questo lavoro introduce alle opere più recenti, e più mature: se l’Untitled #369 (2003) è un grazioso divertissement sul tema della tazzina surrealista di Meret Oppenheim (1936) -che servì da importante riferimento anche per le artiste post-minimal, come Eva Hesse-, il #380 e soprattutto il #390 (2003) propongono un’idea abbastanza sorprendente di pittura ambientale.
Il primo gioca con la visione frontale, modificando un dipinto illustrativo ed inserendo gli elementi in plastica ed il vaso che invitano con ironia a rompere lo schema appena riaffermato. L’Untitled #390, forse il lavoro più suggestivo, connette frammenti evidentemente inconciliabili: un lussuoso tavolino da caffè ricoperto di acrilico, due pezzi di compensato con una figura appena accennata, un bidone di plastica blu e due lampade che isolano garbatamente l’insieme instabile nell’angolo della galleria, attirando al contempo l’attenzione in maniera assolutamente irresistibile.
Ovviamente, nell’opera della Stockholder alcune caratteristiche rimangono assolutamente costanti: prime fra tutte (e tra loro collegate), l’interesse esclusivo per l’oggetto e l’eliminazione di ogni traccia di narrazione (ancora preminente in Robert Rauschenberg), evidenti nel rifiuto assoluto del titolo e nell’ossessiva catalogazione dei materiali imposta alle didascalie. Questa concentrazione totale risponde ad una lodevole volontà di manipolare il sistema di riferimento, pensato come territorio di caccia e come linguaggio da decostruire: “uso la materia come luogo di finzione, fantasia e illusione”.
Per concludere, basta istituire un confronto ideale con una parallela mostra milanese, solo apparentemente vicina: Tom Sachs alla Fondazione Prada. Se in questo caso, infatti, il riferimento al modello di Rauschenberg rimane lettera morta, completamente inerte e vacuo, relegando le opere a semplici droni, la Stockholder riesce invece a farci intravedere un futuro per un’idea fondamentale che, nel corso di cinquant’anni, si è trasformata in tecnica e tattica di prim’ordine.

christian caliandro
mostra visitata il 27 maggio 2006


fino al 29.VII.2006 – Jessica Stockholder
Galleria Raffaella Cortese, via A. Stradella, 7. Tel. 022043555 Fax 0229533590.
E-mail: rcortgal@tiscali.it – Orario: dal martedì al sabato ore 15.00-19.30 e su appuntamento


[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • On paper

È uscito exibart onpaper 131: un numero tra inquietudini geopolitiche e immaginari onirici

Il nuovo exibart onpaper registra le tensioni del presente: soft power, conflitti, derive autocratiche e, in controcanto, le risposte dei…

4 Febbraio 2026 15:10
  • Beni culturali

A Roma, Villa Torlonia si riattiva: completati gli interventi al Casino Nobile

A quasi 20 anni dalla riapertura, il Casino Nobile di Villa Torlonia ritrova equilibrio neoclassico e leggibilità grazie a un…

4 Febbraio 2026 14:10
  • Arte contemporanea

Bologna Art Week 2026: gli appuntamenti di oggi, in attesa di Arte Fiera

Mentre Arte Fiera scalda i motori, Bologna si riempie di cose da vedere, tra musei, palazzo storici e spazi indipendenti:…

4 Febbraio 2026 12:30
  • Mercato

Art Basel Qatar, tutto quello che c’è da sapere sulla fiera di Doha

Dimenticatevi i soliti booth. La primissima edizione della super fiera ha aperto i battenti e racconta un mercato in divenire,…

4 Febbraio 2026 11:36
  • Progetti e iniziative

Tre installazioni sugli immaginari contemporanei, da Dolfi7 di Open Project a Bologna

A Bologna, tre installazioni tra spazio urbano, digitale e pensiero filosofico raccontano la visione dello studio di architettura Open Project,…

4 Febbraio 2026 11:30
  • Personaggi

Morta a 104 anni Lorenza Trucchi, protagonista della critica d’arte del Novecento

Scomparsa a Roma, a 104 anni, Lorenza Trucchi: critica e giornalista, ha attraversato la grande arte sperimentale del Novecento, tra…

4 Febbraio 2026 10:00